Dl Dignità, da Agcom segnalazione al Governo su pubblicità del gioco d’azzardo

Ad un anno dall’entrata in vigore del divieto di pubblicità del gioco con vincita in denaro ad opera del Decreto Dignità, l’Agcom ha inviato al governo alcune considerazioni sulla materia, formulando alcune specifiche proposte di riforma.

Le proposte, informa una nota dell’Autorità, “sono formulate, in uno spirito di fattiva e leale collaborazione istituzionale, anche alla luce degli esiti della consultazione pubblica svolta ai fini dell’adozione delle linee guida sulle modalità di attuazione delle disposizioni di cui al citato Decreto, nonché all’esito della prima esperienza applicativa”.

Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

L’intervento dell’Autorità è finalizzato a promuovere “una riforma complessiva della materia che assicuri la più effettiva tutela del consumatore, in un quadro di rafforzato contrasto delle pratiche di gioco illegale”. La segnalazione evidenzia, tra l’altro, “l’esigenza di una complessiva sistematizzazione del quadro normativo di riferimento”, “che tuteli tutti gli interessi coinvolti”.

La segnalazione richiama l’attenzione su alcuni profili di particolare rilievo in vista di un processo di riforma: assicurare la conoscenza e promuovere la consapevolezza del gioco legale; distinguere e colpire selettivamente le attività tipicamente d’azzardo, maggiormente soggette a compulsività e meno controllabili, prevedendo al riguardo norme più stringenti non solo per la pubblicità; adottare una strategia multilivello per un contrasto più efficace del gioco di azzardo, prevedendo a tal fine l’introduzione di meccanismi di identificazione e di limitazione delle perdite per tutte le piattaforme di gioco, con particolare riferimento al gambling machine per il quale andrebbe introdotta una disciplina ad hoc; incentivare campagne di informazione sui rischi connessi al gioco e sui supporti medico-terapeutici disponibili per chi ravvisi problematiche connesse al gioco; dettare regole differenziate che consentano, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, di tener conto delle specificità delle diverse piattaforme trasmissive; chiarire e modulare il presidio sanzionatorio a seconda della “pericolosità” della concreta condotta rilevata.

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