Mattarella alla cerimonia del Ventaglio: difendere la libertà di stampa. Agli editori va l’attenzione delle istituzioni

Era un appuntamento molto atteso la cerimonia di consegna del Ventaglio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, da parte del presidente dell’Associazione Stampa Parlamentare Marco Di Fonzo. Un’occasione che ha visto al Quirinale molti direttori delle principali testate cartacee e tv, i rappresentanti della Stampa Parlamentare, i vertici del sindacato dei giornalisti, Fnsi, e dell’Ordine.
Non sono tempi facili per il mondo dell’informazione impegnato in dure polemiche con il sottosegretario all’editoria, il 5 Stelle Crimi, e le sue decisioni di tagliare ogni aiuto economico all’informazione, mentre il leader della Lega e vice premier Matteo Salvini non perde occasione per aggredire giornalisti della carta stampata e della Rai, dove cerca di spadroneggiare anche sui programmi. Insomma un mondo dove non esistono più regole del gioco e dove il Presidente Mattarella è diventato ormai il baluardo in difesa del valore democratico della buona informazione.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale (Foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Sono pensieri e convinzioni che esprime nelle varie occasione in cui è necessario rimettere in riga gli uomini del Governo su quelli che devono essere principi inalienabili di una società civile. E questa mattina è stata un’altra occasione per segnalare rischi di comportamenti inaccettabili e le difficoltà di fare i conti con un sistema che deve anche tenere conto degli effetti del digitale e della rivoluzione tecnologica che ha già portato sistemi di intelligenza aritificiale a produrre notiziari assemblando notizie in alcune redazioni.

Rispondendo al discorso del presidente dell’Asp Di Fonzo, Mattarella ha affrontato molti temi che gli stanno sempre a cuore (Europa, indipendenza della Magistratura, il valore della Costituzione, moderazione nella battaglia politica, eccetera) entrando molto nel dettaglio sui temi legati all’informazione, partendo dalla questione della rivoluzione digitale.

“Il sistema delle relazioni interpersonali, come pure l’economia, il mondo del lavoro, della scienza e della cultura debbono molto alla svolta digitale che ha cambiato il volto del pianeta in breve tempo. Questa profonda innovazione, con la diffusione dell’uso dell’intelligenza artificiale anche nel mondo della comunicazione, interpella, tuttavia, in maniera intensa, su temi che vengono messi in discussione, come la libertà, la dignità delle persone, la dimensione della riservatezza”, ha sottolineato con tono allarmato, perché “l’egemonia di pochi colossi dell’impresa digitale assume una pervasività sin qui sconosciuta”, anche se ci sono “strumenti per guidare in modo positivo l’evoluzione digitale, a servizio delle persone (che) consistono nell’applicazione puntuale dei principi sui quali si basa l’esperienza liberal-democratica, costruita a caro prezzo da tanti popoli”, ha affermato nel suo intervento Mattarella.
“Non esistono ‘non luoghi’: si tratta comunque di spazi, sia pure virtuali, in cui interagiscono persone e si registrano attività umane; e anche la dimensione digitale deve rispettare principi e regole frutto delle conquiste democratiche. I principi sono sempre quelli contenuti ed espressi nella Carte costituzionali delle democrazie”.

Il Presidente Sergio Mattarella riceve il “Ventaglio” da parte di Marco Di Fonzo, Presidente dell’Associazione Stampa Parlamentare e dall’autrice Gianna Parisse (Foto Quirinale.it)

“Quando nel 1971 la Corte Suprema degli Stati Uniti fu investita del caso Pentagono papers, che portò alla luce la politica americana sul Vietnam rivelando segreti di quel conflitto, il giudice Black tornò allo spirito che, ben 182 anni prima, aveva animato i loro padri fondatori nel contemplare, nel primo emendamento, il divieto di varare qualsiasi legge volta a limitare la libertà di parola o di stampa”. “Nel primo emendamento – argomentò Black – “i padri fondatori dettero alla libertà di stampa la protezione che le occorreva per assolvere il suo ruolo essenziale nella nostra democrazia. La stampa era fatta- aggiunse – per servire i governati, non i governanti. Il potere del Governo di censurare la stampa fu abolito affinché essa rimanesse per sempre libera di censurare il Governo. La stampa fu protetta – concluse – affinché essa potesse mettere allo scoperto i segreti del Governo e informare il popolo”.

“Tale criterio rappresenta uno dei cardini della democrazia liberale: questa è un portato della crescita della civiltà della convivenza; a tutela dei singoli individui e delle società nel loro complesso. La democrazia liberale: da questa si può andare avanti, progredire. Non certamente retrocedere per tornare a un invasivo esercizio del potere di chi governa”.
La Corte degli Stati Uniti compì, in quella circostanza, nella fedeltà ai principi costituzionali, una straordinaria e efficace difesa della libertà delle persone, attraverso la garanzia della libertà di informazione.

“Come ogni altro bene pubblico, a distanza di 50 anni dalla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, la libertà di informazione deve essere difesa. Sono anzitutto i cittadini a dover esserne protagonisti, perché è grazie ad essa che possono formarsi un’opinione consapevole e liberamente critica. I giornalisti che, in ragione della professionalità e deontologia che caratterizza la loro funzione, come affermato dal Presidente Di Fonzo, devono agire con indipendenza e con rigore per alimentare credibilità e fiducia, nell’assolvimento della missione di servire i governati e non i governanti, sempre anteponendo la verifica delle notizie all’anelito dello scoop”.

“Gli editori che hanno l’impegnativo compito di far quadrare i conti e sanno di scommettere su un settore vitale per la democrazia hanno titolo a ricevere concreta attenzione da parte delle istituzioni. Ed è, in fondo, anche qui il bello della nostra Costituzione, che non esonera nessuno da responsabilità, tanto meno in questa materia”, ha concluso.

Il ventaglio, consegnato a Mattarella dal presidente dell’Asp Marco Di Fonzo, è stato realizzato da Gianna Parisse, vincitrice del concorso promosso dall’associazione che riunisce i cronisti parlamentari, d’accordo con l’Accademia di Belle arti di Roma.

 Riffeser (Fieg), grati al presidente Mattarella. L’informazione è un bene pubblico che merita concreta attenzione
 “Siamo grati al Presidente della Repubblica che è tornato ad esprimersi sull’impegnativo ruolo degli editori e sulla libertà di informazione, cardine della democrazia, sottolineando che essa, in quanto fondamentale bene pubblico, deve essere difesa”. Ha così commentato Andrea Riffeser Monti, Presidente Fieg, le parole pronunciate dal Presidente Mattarella. “La grave crisi dell’editoria giornalistica – ha affermato Riffeser – impone, come richiesto dal Presidente della Repubblica, una concreta attenzione da parte delle Istituzioni. Sono necessari interventi urgenti di efficace contrasto alle cause che stanno mettendo in ginocchio un settore che svolge un  ruolo fondamentale per il funzionamento della democrazia”.

Fnsi: «Grazie al presidente Mattarella per aver ribadito che la libertà di stampa è fondamentale per la democrazia»
«Grazie al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che anche oggi ha ribadito per l’ennesima volta la centralità dell’articolo 21 della Costituzione, del diritto a informare e a essere informati. Tagli e bavagli di qualsiasi natura, così come i tentativi messi in atto anche da rappresentanti del governo di indebolire la professione giornalistica e di cancellare il pluralismo dell’informazione, sono evidentemente in contrasto con questi principi fondamentali». Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi, commentano così il discorso pronunciato dal Capo dello Stato .
«Per questa ragione la Federazione nazionale della Stampa italiana continuerà a contrastare con ogni mezzo il disegno di chi vuole colpire l’informazione, il dibattito pubblico, il pensiero critico e, quindi, la democrazia», aggiungono Lorusso e Giulietti.
«La libertà di informazione deve essere difesa. Sono innanzitutto i cittadini a dover essere protagonisti. È grazie a essa che possono formarsi un’opinione consapevole e liberamente critica. I giornalisti, per la professionalità e deontologia che caratterizza la loro funzione, devono agire con indipendenza e rigore nell’alimentare credibilità e fiducia nell’assolvimento del loro ruolo di servire i governati, e non i governanti», ha detto il presidente Mattarella, aggiungendo che «gli editori che hanno l’impegnativo compito di far quadrare i conti e sanno di scommettere su un settore vitale della democrazia, hanno titolo a ricevere concreta attenzione da parte delle istituzioni».
Il Capo dello Stato si è anche soffermato sul ruolo del big del web. «L’egemonia di molti colossi del digitale – ha osservato – assume una pervasività finora sconosciuta. La dimensione digitale deve rispettare i principi e le regole frutto delle conquiste democratiche, quelli espressi nelle Carte costituzionali delle democrazie». La rivoluzione digitale, ha spiegato, «interpella tuttavia in maniera intensa temi» come quelli della «libertà, della dignità delle persone».
Al termine della cerimonia, il presidente dell’Associazione stampa parlamentare Marco Di Fonzo ha consegnato al presidente Mattarella il Ventaglio realizzato da Gianna Parisse, vincitrice del concorso promosso dall’associazione che riunisce i cronisti parlamentari, d’accordo con l’Accademia di Belle arti di Roma.

Ordine dei Giornalisti: grazie al Presidente Mattarella per le sue parole su libertà di informazione e ruolo dei giornalisti
Il presidente e il segretario del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna e Guido D’Ubaldo, esprimono il più sincero ringraziamento al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che anche oggi ha sottolineato l’importanza di difendere il pluralismo dell’informazione e i principi democratici sanciti dall’Articolo 21 della Costituzione, nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio organizzata al Quirinale dall’Associazione Stampa Parlamentare.
“Il presidente Mattarella – affermano Verna e D’Ubaldo – ha dimostrato ancora una volta attenzione ai problemi della professione giornalistica, messa a dura prova dalla grande crisi del settore e dai tentativi del governo che, con i tagli ai fondi dell’editoria e il ricorso sempre più frequente alla disintermediazione per soffocare la critica, indebolisce la democrazia”.
Apprezzamento da parte di Verna e D’Ubaldo, presenti alla cerimonia, per le parole del Capo dello Stato anche quando ha ribadito il ruolo dei giornalisti affermando che: «La libertà di informazione deve essere difesa. Sono innanzitutto i cittadini a dover essere protagonisti. È grazie a essa che possono formarsi un’opinione consapevole e liberamente critica. I giornalisti, per la professionalità e deontologia che caratterizza la loro funzione, devono agire con indipendenza e rigore nell’alimentare credibilità e fiducia nell’assolvimento del loro ruolo di servire i governati, e non i governanti».
“Grazie al presidente Mattarella – concludono Verna e D’Ubaldo – al quale assicuriamo che i giornalisti faranno la loro parte, anteponendo sempre la verifica delle notizie per informare in modo corretto i cittadini”.

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