Rai, Laganà chiede al Cda di prendere posizione sull’extra gettito dal canone in bolletta

Mentre era in corso  il tavolo 5Stelle per discutere la proposta di abolizione del canone – con presenti Luigi Di Maio e alcuni commissari di Vigilanza in quota grillina – , a Viale Mazzini si è svolto un Cda Rai fiume.

All’ordine del giorno c’erano in programma le audizioni del cto Stefano Ciccotti (che ha aggiornato i lavori del tavolo 4.0 al Mise, indicando la nuova road map per l’abbandono della banda 700 da parte delle tv), quella di Pier Francesco Forleo, responsabile dei diritti sportivi, e di Delia Gandini, direttore dell’internal audit su trasparenza e anticorruzione. Oltre 8 ore di riunione in cui non è stata detta una sola parola sulla proposta M5s sul canone, nemmeno da parte di Beatrice Coletti, consigliera 5Stelle.

Riccardo Laganà (foto
ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Si è fatto avanti invece Riccardo Laganà. Il consigliere eletto dai dipendenti di Viale Mazzini non solo si è detto molto preoccupato della sortita grillina sul servizio pubblico – solidarizzando con il senatore Alberto Airola dimessosi dalla Vigilanza in forte polemica con l’incoerente politica del movimento sulla Rai – , ma è andato all’attacco sull’extra gettito dal canone in bolletta, normativa introdotta dal governo Renzi, che ne prevede l’utilizzo per altre finalità.
Come già preannunciato, Laganà ha infatti presentato il parere (.pdf) legale dell’avvocato Principato, chiesto con l’adesione della consigliera Pd Rita Borioni, invitando il Cda a prendere posizione rispetto al parere stesso che evidenzia rilievi di incostituzionalità e violazione di norme comunitarie.

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