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Rai, Laganà chiede al Cda di prendere posizione sull’extra gettito dal canone in bolletta

Mentre era in corso  il tavolo 5Stelle per discutere la proposta di abolizione del canone [1] – con presenti Luigi Di Maio e alcuni commissari di Vigilanza in quota grillina – , a Viale Mazzini si è svolto un Cda Rai fiume.

All’ordine del giorno c’erano in programma le audizioni del cto Stefano Ciccotti (che ha aggiornato i lavori del tavolo 4.0 al Mise, indicando la nuova road map per l’abbandono della banda 700 da parte delle tv), quella di Pier Francesco Forleo, responsabile dei diritti sportivi, e di Delia Gandini, direttore dell’internal audit su trasparenza e anticorruzione. Oltre 8 ore di riunione in cui non è stata detta una sola parola sulla proposta M5s sul canone [2], nemmeno da parte di Beatrice Coletti, consigliera 5Stelle.

Riccardo Laganà (foto
ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Si è fatto avanti invece Riccardo Laganà. Il consigliere eletto dai dipendenti di Viale Mazzini non solo si è detto molto preoccupato della sortita grillina sul servizio pubblico – solidarizzando con il senatore Alberto Airola dimessosi dalla Vigilanza [3] in forte polemica con l’incoerente politica del movimento sulla Rai – , ma è andato all’attacco sull’extra gettito dal canone in bolletta, normativa introdotta dal governo Renzi, che ne prevede l’utilizzo per altre finalità.
Come già preannunciato, Laganà ha infatti presentato il parere (.pdf) [4] legale dell’avvocato Principato, chiesto con l’adesione della consigliera Pd Rita Borioni, invitando il Cda a prendere posizione rispetto al parere stesso che evidenzia rilievi di incostituzionalità e violazione di norme comunitarie.