Oscar Giannino scatena fan e amici prima per rimanere a Radio24, e poi per punire l’editore

Hanno fatti i fuochi d’artificio durante l’ultima puntata de ‘I conti della belva’ che oggi ha segnato l’uscita di scena (si fa per dire) di Oscar Giannino da super collaboratore di Radio 24.
Saputo che l’editore del Sole 24 Ore non gli avrebbe rinnovato il contratto per le sue tre trasmissioni (‘La versione di Oscar’, ‘Morgana e Merlino’ in coppia con Maria Latella e ‘I conti della belva’) già da settimane Giannino ha iniziato un abile lavoro di comunicazione tra i suoi ascoltatori, sulla possibilità che avrebbero
perso il loro beniamino.E si è vista una escalation e un tamtam di tweet anticipati da una petizione su Change.org presentata da DavidePallanza e sottoscritta al 27 luglio da 33.000 firmatari.

Oscar Giannino (Foto ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO)

Intanto Giannino e i suoi compagni di trasmissione de ‘I conti della belva’ (Alberto Carnevale Maffe’, Renato Cifarelli e Mario Seminerio) hanno voluto chiudere in bellezza. “Arrivano flussi di messaggi di complimenti” ha detto Giannino in tramissione ieri. Devo scusarmi con tutti gli ascoltatori: siete stati più che commuoventi. Non mi sarei mai aspettato decine di migliaia di sostenitori, e soprattutto autorevoli, gente che conosco e che non conosco, ma tantissimi di voi che si sono manifestati hanno potuto vedere che non ho scritto una parola. Non ho scritto sui social niente. Dovete sapere” ha sottolineato, “che non l’ho fatto perché avevo paura che mi avrebbero fatto causa. Il solo fatto che la tua azienda ti faccia causa, perché c’è stata una sollevazione che crea danno reputazionale è insopportabile. Mi permetto di dirlo perché mi è stato detto da persone che stanno in alto. Il solo fatto di sentirmi così dopo dieci anni mi ha definitivamente
convinto che non c’e più modo di avere a che fare con questo stato di cose”.
“Se io creo danno perché c’è una comunità di ascoltatori, benissimo levo immediatamente il disturbo. Che cosa penso dell’atto formale che poi mi è arrivato ancora oggi sono sotto contratto, non lo dico. Perché l’atto formale è da scompisciarsi dalle risate!!! Siccome per dire il come è perché si finisce dritti in tribunale – e io sono già superindebitato e che ci sia anche il Sole che mi chiede i soldi, beh vorrei evitarlo… però questo è il perché non mi avete sentito ringraziare nessuno ma lo farò in privato….”.
“Loro sanno che gli ascolti sono cresciuti, ma i dati non me li danno, perché prima di me c’è chi perde”.

Dopo questa lunga e furba orazione, in un crescendo di entusiasmo e di divertimento, Giannino e compagni decidono di dare seguito alle “richieste dell’ala sinistra” mandando in onda la famosissima canzone cilena ‘ l pueblo unido jama’s sera’ vencido’ legata agli anni della presidenza Allende e del governo di Unitad
Popular, diventata il simbolo della lotta per la democrazia portata in giro per il mondo dagli Inti-Illimani.

L’azienda e Fabio Tamburini, il direttore che si è preso la responsabilità di non rinnovare il contratto hanno deciso di non rispondere ai tweet molti dei quali con insinuazioni come se Confindustria, editore di Radio 24 fosse dietro al siluramento di Giannino.
Il direttore Tamburini alla fine però ha deciso di rompere il silenzio. “Sui social ne sono uscite di tutti i colori, invocando in difesa di Oscar Giannino anche la libertà di espressione: francamente sono rimasto allibito, perché si tratta di affermazioni al di là del bene e del male”, ha detto a Prima Comunicazione Tamburini, direttore del Sole 24 ore, di Radiocor e di Radio 24, e direttore editoriale del Gruppo 24 Ore. “La verità è molto più semplice”, ha aggiunto: “come ogni cosa anche il palinsesto di Radio 24 deve rinnovarsi. E Giannino non fa eccezione. Inoltre, Giannino è certamente brillante ma, come tutti noi, non è privo di qualche difetto”.

In merito al palinsesto di Radio 24, che verrà annunciato nei prossimi giorni, Tamburini non vuol fare alcun commento. Comunque sono girate anticipazioni per cui al mattino il pallino sarà in mano dalle 6,30 alle 9 a Simone Spezia, affiancato Il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 7,30 alle 8 da Paolo Mieli per ragionare sui principali fatti della giornata. A seguire entra in pista alle 8 alle 9 Maria Latella con le interviste.

 

Pubblichiamo la testimonianza scritta il 28 luglio su LinkedIn ida Renato Cifarelli, imprenditore, e uno dei quattro conduttori che il sabato mattina si sono impegnati per anni nella trasmissione ‘I conti della Belva’ su Radio 24, arrivata ieri alla sua ultima puntata. Fabio Tamburini, direttore della radio e di tutta la produzione giornalistica del Sole, ha deciso infatti di non rinnovare il contratto di collaborazione a Oscar Giannino, cancellando così tutte le trasmissioni di cui era responsabile tra cui anche ‘I conti della belva’ . Renato Cifarelli racconta molto bene e con rimpianto, com’era stato coinvolto nella trasmissione che ricordava le chiacchiere Intelligenti e molto incasinate di Radio Popolare e delle altre radio libere degli anni 70/80, in cui i quattro conduttori andavano a braccio divertendosi moltissimo e coinvolgendo gli ascoltatori.

Non è chiaro cosa sia veramente successo per rovinare in maniera così definitiva i rapporti tra Giannino e Tamburini. La trasmissione alla ricerca dell’ occasioni per fare rumore, ogni tanto era fuori controllo con un po’ di guasconate, sicuramente sgradite ai vertici del Sole, ma non abbastanza per decidere di sopportare le filippiche radiofoniche di Giannino vittima dell’estromissione e le le lamentele e proteste dei suoi fan.

La telefonata di Oscar arriva un giovedì o venerdì di Novembre del 2014.

“Sabato iniziamo una nuova trasmissione, ti va di fare un intervento collegandoti alle 11.45 per parlare di imprese e burocrazia?” Ho fatto radio decenni fa, ai tempi delle radio libere, qualche collegamento ultimamente l’avevo fatto con amici e conoscenti che mi avevano chiamato per collegarmi a RAI2 o R24. Rispondo si.

Nel corso della settimana successiva mi richiama e mi dice “allora sabato ci sei alle 11.45?” e io incredulo: “ma non era per sabato scorso?” e Oscar “no, vorremmo rubrica fissa” (allora Oscar e Carlo Alberto erano i titolari della trasmissione), conoscevo Oscar e Carlo Alberto, Mario solo via social.

Così è iniziata una avventura de I conti della belva che si è chiusa sabato 27 luglio 2019.

Oscar Giannino e Carlo Alberto Carnevale Maffé erano stati incaricati di una missione impossibile, rivitalizzare gli ascolti del sabato (Marta Cagnola aveva il mandato per il pomeriggio) e credo la loro idea fosse di fare una specie di alto gradimento della economia, serietà sui dati, linguaggio e atteggiamento leggeri, come adatto al week end. Mentre Mario Seminerio era stato portato a bordo come analista per commentare i dati della settimana, forse mi consideravano una specie di comandate Raimundo Navarro che comunicava dal fronte del fare impresa in Italia. Gli ascoltatori della prima ora forse ricordano le telefonate di imitazione di Mario. Ma per fare una cosa così complessa ci vogliono budget e tempo, entrambi mancanti.

Da allora sono passati un po’ di anni, ad un certo punto la titolarità della trasmissione è passata a tutti quanti, continuo a pensare, come dissi, che Mario lo meritava, io no.

Ci è sempre probabilmente mancata una voce femminile, Francesca Del Rosso (che ci manca molto) partecipò per un po’. E ad ogni passaggio io mettevo a disposizione di Oscar e del team la mia partecipazione. Anche l’anno scorso (o quello prima, boh), alla ripresa avevo detto che secondo me la mia presenza era ormai in più e quindi era meglio smettessi, lasciando spazio ad altri. La risposta di Oscar fu spiazzante: “veramente volevamo facessi tutta la trasmissione, quando hai tempo”. Insomma io perennemente insoddisfatto dei miei risultati, come sempre accade, a considerarmi una palla al piede e loro a considerarmi una risorsa.

La missione iniziale è stata assolutamente compiuta, gli ascolti della radio sono costantemente saliti fino a raggiungere numeri, da quanto mi dicono, veramente importanti. La nostra capacità di gestione dei social (più per gli altri che per me), soprattutto per Twitter che ha numeri bassi, ma fa da agenda setting da quando è il megafono dei politici, ha anche creato una affezionata community on line.

La trasmissione si è evoluta, io continuo ad essere insoddisfatto del mio ritmo, dell’uso della voce ecc ma sarò sempre grato ai compari per avermi supportato e sopportato. Ho imparato moltissime cose, anche per me la trasmissione è stata una ottima scuola di economia. Ho poi appreso moltissimo a confrontarmi con persone che considero geniali nel loro settore e la collaborazione si è trasformata in una amicizia. Ho avuto l’occasione di avere una visibilità, grazie a loro, che mai avrei immaginato.

Ma certamente quello che porto a casa è un arricchimento culturale e professionale incredibile.

Sono persone speciali, con i loro pregi e difetti che ognuno di noi ha, ma certamente persone con la schiena dritta: abbiamo avuto forti pressioni, sempre gestite nel modo più adatto. Abbiamo sempre onestamente espresso le nostre idee, senza esagerare, con equilibrio, nonostante quello che molti pensano, anche nei confronti di editore e direzione della radio. Siamo sempre, con qualunque governo fosse in carica, stati accusati di essere anti governativi. Se parlare di dati, di come la si pensa sulle leggi è anti governativo, probabilmente lo siamo. Peccato che spesso le cose sono poi andate esattamente come noi pensavamo. E vi assicuro che spessissimo avremmo preferito avere torto. Abbiamo espresso pubblicamente i nostri disaccordi interni quando c’erano.

La mia parte, da non economista, era quella dell’uomo della strada, quale alla fine sono, nato e cresciuto in provincia come sono, cresciuto nei bar, senza molti studi e avendo iniziato a lavorare da giovane.

Non avevo molti dubbi sul nostro futuro da novembre scorso, dopo l’ultima volta che ho incontrato il mio (ex) amico Vincenzo Boccia, il quale mi ha espresso, in pubblico (per questo lo dico), il suo pensiero, non positivo, sulla trasmissione in modo molto esplicito e colorito.

Questa avventura è finita, è normale, succede, sono per il mercato anche in questo caso, l’editore fa le sue scelte e noi vedremo se c’è spazio per il nostro prodotto. Certo cercheremo di non disperdere il team.

L’affetto che ci ha circondato negli ultimi giorni è stato grandissimo e vorrei qui ringraziare tutte le persone che ci hanno supportato e fatto i complimenti.

Io non cancellerò R24 dalle mie frequenze, continuerò ad ascoltare i molti ottimi professionisti che ci lavorano, come ho sempre fatto. Nessuna recriminazione o lamento. I risultati diranno se le scelte sono state corrette.

Nell’ultima puntata ci siamo divertiti anche con un o’ di musica.

Comunque #noretreat #nosurrender

Nessun rimpianto sulle scelte fatte, sulle cose dette, pensiamo di aver fatto un buon lavoro divertendoci.

Grazie Carlo Alberto, grazie Mario, Grazie Oscar.Renato Cifarelli

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