Tim: in semestre ricavi -3,4%, cresce l’ebitda a +9%. La telco: risultati in linea con target del piano triennale

Tim ha chiuso il semestre con ricavi a 9 miliardi di euro (-3,4%), “una riduzione quasi interamente imputabile al traffico voce internazionale di Sparkle; escludendo questa componente e i ricavi da prodotto, la variazione dei ricavi da servizi si riduce a -1,2%”. Lo segnala una nota della telco. “I risultati sono in linea con gli obiettivi del piano triennale “TIMe to deliver and delever”, sia sotto il profilo della capacità realizzativa, grazie alle molte iniziative strategiche e di business messe in campo ed attuate, sia sotto il profilo della riduzione dell’indebitamento, grazie alla importante generazione di cassa registrata”, scrive il gruppo.

Nella relazione si specifica che migliora la marginalità con l’ebitda reported di Gruppo di 4,1 miliardi (+8,9%) “grazie alla prosecuzione delle azioni di ottimizzazione dei costi e ad un saldo positivo delle partite non ricorrenti, che beneficiano per 662 milioni dell’esito favorevole per Tim Brasil dei contenziosi relativi a una doppia imposizione fiscale in parte controbilanciati da 296 milioni di accantonamenti.
L’utile reported attribuibile ai soci della Controllante si attesta a 551 milioni di euro (532 milioni di euro nel primo semestre 2018) “beneficiando di proventi netti non ricorrenti per 53 milioni di euro”. L’indebitamento finanziario netto scende a 24,7 miliardi di euro, in riduzione di 539 milioni rispetto a fine 2018.

La sede di Tim a Rozzano (Milano) (Foto Ansa / Matteo Bazzi)

Nel secondo trimestre i ricavi di Tim si attestano a 4,5 miliardi (-3,9%) con ricavi da servizi, pari a 4,14 miliardi (-2,5%) in miglioramento rispetto al primo trimestre 2019 (quando il calo era stato del 3%).

In Italia, mette in evidenza una nota, nel fisso si è registrato un incremento sia dell’Arpu consumer(+8,3%) e broadband (+17,2%) sia del numero di clienti fibra, retail e wholesale, che raggiungono i 6,3 milioni di linee, con una crescita del 45% e del 5,6% rispetto al primo trimestre 2019. Nel mobile si è registrata un’inversione del trend di riduzione dell’ARPU, che è cresciuto rispetto al trimestre precedente da 12,4 euro per linea/mese a 12,5 euro.

“Un segnale di un ritorno alla normalità del mercato” secondo Tim è anche l’ulteriore attenuazione del fenomeno della Mobile Number Portability, che registra una flessione del 36% su base annua e dell’11% sul trimestre precedente (2,6 milioni di linee contro 2,9).

Il numero complessivo delle linee mobili di Tim si attesta a 31,7 milioni a fine giugno (+0,1%). L’Ebitda organico nel trimestre è stato pari a 1,9 miliardi (-2,6%). Il cda ha anche deciso di fondere Noverca, la società che opera con il marchio commerciale Kena Mobile, in Tim entro la fine dell’anno.

Dal punto di vista della governance Frank Cadoret, entrato in cda al posto di Amos Genish, entra a far parte del Comitato Strategico, che risulta pertanto composto dai Consiglieri Cadoret, de Puyfontaine, Ferrari e Sabelli, oltre che dal presidente Fulvio COnti e dall’ad Luigi Gubitosi.

Nella nota Tim informa anche che il Cda ha confermato il mandato all’ad Gubitosi “a proseguire nella trattativa” con Open Fiber e i suoi azionisti. In avanzamento anche il progetto di sviluppo di una partnership nei servizi finanziari a supporto del business Tim.

Infine, il 1 agosto 2019, è stato siglato un accordo con Sky che, segnala la nota “pone fine ad una disputa contrattuale nata alcuni anni fa e dà a Tim la possibilità di commercializzare l’offerta NowTV-Ticket Sport che contiene eventi sportivi”.
Nell’offerta, tra gli altri programmi, sono incluse le 7 partite su 10 della serie A Tim, Champions ed Europa League, una selezione di match di Premier League e di Bundesliga, i motori, il tennis, ma anche il basket, il rugby internazionale, l’atletica leggera e il World Wrestling Entertainment.

“Questo tassello importante consentirà la realizzazione di un pacchetto di offerta TIMVISION che aggregherà e distribuirà anche i contenuti degli altri partner di TIM: Discovery, Mediaset, Netflix, Amazon Prime ed Eurosport”, conclude Tim.

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