Potenziale globale, capacità di fidelizzare gli utenti e forza del brand. Le regole del Nyt per lanciare nuovi prodotti

Il New York Times è una realtà di tale successo nel panorama editoriale mondiale da essere tenuto sotto osservazione per capire le sue linee imprenditoriali che, oltre a tenere conto del suo solido giornalismo di qualità, puntano su un sempre più ricco ventaglio di prodotti, fidelizzante e con un valore economico.
Per creare un brand così forte è necessario avere un approccio manageriale con una visione allargata dei propri orizzonti. Lo spiega bene un articolo di NiemanLab che, partendo da un recente annuncio di lavoro per il settore New Products and Ventures del Nyt – in cui si cercano due candidati con forti capacità imprenditoriali per sviluppare prodotti innovativi – ha evidenziato come si muove il gruppo editoriale quando è a caccia di nuovi obiettivi.

Mark Thompson, amministratore delegato del New York Times (Foto ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

Intanto è utile la descrizione dei compiti che ci si aspetta dai due candidati che “identificheranno, definiranno e costruiranno i prodotti essenziali per soddisfare le opportunità del mercato” e che “avranno ampio margine di manovra e autonomia per definire il prodotto e il modello di business, costruire il team, ideare e gestire il piano di esecuzione”. Il Times non cerca giornalisti, grafici o sviluppatori: cerca manager con capacità imprenditoriali, persone che sappiano produrre qualcosa di concreto (e sostenibile) partendo da un’idea.

Ma come dev’essere il prodotto su cui puntare secondo la testata secondo l’analisi di NiemanLab?
Innanzitutto deve avere un potenziale globale. Data la sua importanza internazionale, il Times non è interessato a sviluppare idee che siano destinate a essere confinate nel territorio degli Usa. È il caso di Parenting, uno degli ultimi servizi nati, pensato per i genitori di tutto il mondo: raccoglie consigli, informazioni, storie e inchieste indirizzate a madri e padri.

Il prodotto ideale, poi, deve massimizzare la frequenza attraverso l’utilità e la capacità di generare abitudini nel pubblico. Nell’ottica di proporre qualcosa per cui le persone pagheranno, è fondamentale che questo prodotto sia in grado di costruire un’abitudine d’uso, come nel caso delle ormai celebri parole crociate del Times, servizio dall’ampia offerta sia free sia a pagamento (l’abbonamento mensile al prezzo di 81 centesimi di dollaro a settimana, mentre la subscription annuale costa 38 centesimi a settimana).

Il modello deve poi avere un potenziale di crescita, e sfruttare il marchio, l’autorità, la personalità e le risorse stesse del giornale.

Infine, il prodotto ideale dovrebbe essere in grado di unire il valore editoriale all’utilità, e crescere come un business autonomo – ancora una volta come le parole crociate, o come Cooking, servizio che si articola con un’app per gli appassionati di cucina solo per abbonamento a 5,49 dollari al mese e 43,99 dollari l’anno e con una newsletter gratuita.

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