Commenti su risoluzione Agcom agenti-produttori. Leone (Apa): separare attività produttive e intermediazione

Primi commenti sulla risoluzione – resa pubblica il 2 agosto – con cui Agcom è intervenuto sulla questione del  conflitto di interessi tra agenti e produttori. Un complesso lavoro che propone un vademecum comportamentale e procedurale, con specifico riferimento al servizio pubblico, essendo la questione stata sollevata e dibattuta più volte proprio nella Commissione di Vigilanza Rai.

Giancarlo Leone, presidente dell’APA, Associazione Produttori Audiovisivi, interviene in modo molto favorevole sulla risoluzione. “La figura del produttore indipendente deve essere totalmente distinta da quello di agente”, dichiara Leone.”

Giancarlo Leone (Foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Da anni la nostra Associazione ha rilevato e segnalato questa tipologia di conflitto di interesse che lede molti diritti di coloro che investono ogni anno nello sviluppo e nella produzione di serialità, cinema, intrattenimento e documentari. La separazione e la distinta competenza tra attività produttive e quelle di intermediazione con le risorse sopra la linea è alla base di un rinnovato e necessario quadro di regole che auspichiamo”.

Nella foto, a sinistra (foto Ansa) Angelo marcello Cardani, presidente Agcom; a destra, dall’alto Beppe Caschetto (foto Lapresse) e Lucio presta (foto Ansa)

Gli agenti/produttori più famosi nel mirino delle regole sono Beppe Caschetto, – agente tra gli altri di Maurizio Crozza, Fabio Fazio, Luciana Littizzetto, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, e molti importanti giornalisti come Lilly Gruber, Giovanni Floris, Cristina e Benedetta Parodi – , e Lucio Presta, che segue volti noti tv come Antonella Clerici, Amadeus o Paolo Bonolis.

Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, può ascriversi come un suo successo personale la presa di posizione dell’Agcom.

Michele Anzaldi(foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Anzaldi ha voluto prendersi un po’ di tempo per analizzare il documento pubblicato nei giorni scorsi. Oggi tramite la sua pagina Facebook il parlamentare Pd esprime la sua soddisfazione condividendola con Roberto Fico, presidente M5S della Vigilanza Rai nella scorsa legislatura, che aveva recepito le istanze di Anzaldi sul fatto che alla Rai, e non solo, ci sono degli agenti – dominanti Caschetto e Presta – che spadroneggiano imponendosi come produttori dei programmi dove sono protagonisti i talenti dell’intrattenimento e del giornalismo che hanno sotto contratto. Un rapporto nel caso di Caschetto con Fazio che è sfociato in una partnership societaria.

“Al presidente della Camera Fico oggi voglio fare i miei complimenti perché la Risoluzione contro i conflitti di interessi di agenti tv e conduttori paperoni, approvata nella passata legislatura proprio sotto la sua presidenza della commissione di Vigilanza Rai, ha ricevuto il pieno riconoscimento dall’Agcom e deve essere applicata”, scrive Anzaldi, sottolineando che “dopo due anni di lavoro, di ostacoli, di rinvii e di tentativi, soprattutto da parte della Rai, per cercare scappatoie per non applicare quelle regole chiare e vincolanti, oggi l’Agcom, nella sua ultima seduta prima della scadenza, sancisce chiaramente che il Servizio pubblico è assolutamente tenuto a rispettare l’Atto di indirizzo della commissione”. E insiste Anzaldi “nella Segnalazione appena inviata al Governo, l’Authority lo scrive in maniera netta: “Gli indirizzi espressi nella Risoluzione rappresentano un importante ed inderogabile apparato di regole comportamentali solo per la concessionaria del servizio pubblico”.

Per l’ad della Rai Fabrizio Salini si apre un nuovo calvario da affrontare.

 

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