Giornale di Sicilia: nota ai lettori per spiegare la riorganizzazione delle edizioni quotidiane

Con una nota pubblicata oggi sul giornale in edicola, il Giornale di Sicilia spiega ai lettori la riorganizzazione delle sue edizioni, dopo la decisione dell’editore di chiudere quella dedicata alla parte orientale dell’isola, su cui il cdr ha espresso le sua contrarietà la scorsa settimana.

“Giornale di Sicilia da oggi rimodula le sue edizioni quotidiane. Che diventano tre. Da un lato non ci sarà più quella della Sicilia orientale; dall’altro torna nella testata in prima pagina l’indicazione specifica delle edizioni di Caltanissetta ed Enna, province fulcro e crocevia strutturale e per questo anche economico e produttivo dell’Isola. Le cui cronache, in un’ottica di omogeneità territoriale, saranno affiancate a quelle di Agrigento. Con Palermo e Trapani che manterranno le loro specifiche edizioni giornaliere”, si legge nel testo.

“La scelta, sofferta, di tagliare le pagine locali delle quattro province orientali della Sicilia, le meno forti in termini di diffusione e le più onerose in termini di costi, risponde a un’esigenza che negli ultimi mesi si è resa improcrastinabile: razionalizzare le spese, con l’unico obiettivo di salvaguardare il futuro di un giornale storico come questo”, si spiega ancora nella nota in cui si rimarca come come questa esigenza sia “comune a ogni altro quotidiano d’Italia, nessuno escluso, alle prese con una crisi sistemica che non solo non conosce fine, ma anzi si aggrava di anno in anno”.

La nota pubblicata sul Giornale di Sicilia

“Non è vero che i giornali tradizionali non si leggono più, i dati certificati dagli istituti di settore dicono il contrario: il Giornale di Sicilia viene sfogliato ogni giorno da oltre 250 mila persone, secondo una fonte certificata e ufficiale come Audipress”, si aggiunge. “A calare drasticamente è piuttosto il numero materiale degli acquirenti, gli unici che contribuiscono a mantenere in vita la carta stampata, in una emorragia che ha nella pirateria digitale e nell’abusivismo a largo raggio la causa principale, non imputabile certo agli editori. Costretti a loro volta a fare i conti pure con un mercato pubblicitario letteralmente fagocitato da pochi grandi gruppi e dai colossi delle piattaforme online, anche in questo caso senza un minimo di tutela per l’informazione cosiddetta tradizionale (soprattutto per quella garantita da editori puri di giornali a diffusione regionale come questo)”.

“Eppure rimane, quello della carta stampata, l’unico avamposto in grado di garantire informazione affidabile e credibile, pur nella concorrenza distonica con una rete-giungla, essa sì senza regole e che non codifica né tutele, né diritti, né doveri, nell’indifferenza oggi pressochè totale del legislatore”, si rimarca.

“Il Giornale di Sicilia, però, non ha alcuna intenzione di arrendersi passivamente a questa grave recessione di settore”, continua la nota, anticipando che resterà “immutato il prezzo di copertina il più a lungo possibile”, e confermando la presenza nei “territori di cui non saranno più pubblicate le pagine di cronache locali”, dove “continuerà a mantenere ben salda la presenza e costante l’attenzione”.
“Questo giornale continuerà a essere presente in tutte le edicole principali di Catania, Messina, Ragusa e Siracusa e delle rispettive province, peraltro con la sua edizione principale, quella di Palermo”.

Oltre al giornale, la stessa attenzione sarà nel sito www.gds.it, nei notiziari e le produzioni di Tgs e Rgs. “Nella conferma di un obiettivo e di uno sforzo stabili e irrinunciabili: informare i siciliani nel modo migliore possibile, con ogni mezzo e ovunque essi siano. E nonostante ogni ragionamento e logica di natura imprenditoriale imporrebbero scelte ben diverse a un’azienda privata che è – e intende restare libera e indipendente, vivendo per questo solo di vendite e pubblicità. Del cui grave e ultradecennale calo, chiosa il comunicato, non si può però purtroppo non tenere conto”.

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