Il Cio silura la riforma dello sport del Governo: intaccherebbe chiaramente l’autonomia del Coni

“Seria preoccupazione” per alcune disposizioni della legge sullo sport che “intaccherebbe chiaramente l’autonomia del Coni” in sei punti, con il rischio di poter adottare per la protezione del “Movimento di un paese, la sospensione o il ritiro del riconoscimento del comitato olimpico”.

Questa in sintesi la posizione che il Cio, il Comitato Olimpico Internazionale, ha preso davanti al disegno di legge sullo sport proposto dal governo giallo-verde  – e approvato dal Senato nel pomeriggio -, espressa in una lettera recapitata al presidente del Coni, Giovanni Malagò. Una missiva che in un certo senso era nell’aria, tanto che nei giorni scorsi, lo stesso Malagò – da ottobre 2018 nominato a titolo individuale membro del Cio – aveva rappresentato in commissione al Senato la possibilità di un intervento da parte del comitato internazionale sulla spinosa riforma, voluta dal sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti. In più, ha segnalato l’agenzia Ansa, sembra che il presidente Cio Thomas Bach avesse avvertito il premier italiano Giuseppe Conte prima della cerimonia in cui è stata annunciata la vittoria di Milano-Cortina.

Nella lettera, il Cio scrive di aver “esaminato con attenzione le disposizioni “, esprimendo “serie preoccupazioni in merito ad alcune di esse che, se approvate, intaccherebbero chiaramente l’autonomia del Coni. La posizione del Cio relativamente ai rapporti che dovrebbero intercorrere tra le autorità di Governo i Comitati olimpici nazionali è estremamente chiara, ed è stata riportata in un documento approvato nel 2016. Questo approccio è fondato sul principio fondamentale di “autonomia responsabile” dei Comitati olimpici nazionali così come esposto nella Carta Olimpica”.

Thomas Bach (foto Ansa – EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT)

Tra i principi fondamentali (paragrafo 5) si scrive che “le organizzazioni sportive aderenti al movimento olimpico devono essere politicamente neutrali. Hanno il diritto e l’obbligo di autonomia, comprese la libera determinazione e il controllo delle regole dello sport, la definizione della struttura e della governance delle loro organizzazioni, il diritto di elezioni libere da qualsiasi influenza esterna e la responsabilità di assicurare che siano applicati i principi di buona governance”.
Per restare all’interno del movimento (paragrafo 7) è necessario “il rispetto della carta olimpica e il riconoscimento da parte del Cio”. “Per adempiere alla propria missione, i comitati olimpici possono cooperare con i governi, tuttavia, essi non devono intraprendere azioni contrarie alla carta olimpica”.

Il Coni deve “preservare la propria autonomia e resistere a pressioni di qualsiasi tipo, incluse, quelle politiche, giuridiche, religiose o economiche che potrebbero impedire loro di adempiere alla carta olimpica”. La cui violazione fa scattare sanzioni, “compresa la sospensione o il ritiro del riconoscimento di tale comitato olimpico nazionale se la costituzione, la legge o altre norme in vigore nella nazione in questione, o qualsiasi atto da parte di organi di governo o altri organismi, sia di ostacolo all’attività o alla libera espressione dello stesso comitato. Il Comitato esecutivo del Cio offrirà a tale comitato nazionale l’opportunità di essere ascoltato prima di adottare una decisione di questo tipo”.

Da Losanna si ribadisce inoltre che “l’autonomia dello sport è formalmente stabilita in una Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottata a New York nel mese di ottobre 2014 che riconosce lo sport come mezzo per promuovere l’educazione, la salute, lo sviluppo e la pace, e sostiene anche l’indipendenza e l’autonomia dello sport“. Che deve cooperare con i governi nell'”assoluto rispetto riguardo dell’autonomia del Comitato olimpico nazionale, e senza alcuna interferenza esterna nella governance e nelle attività di queste organizzazioni”.

Giancarlo Giorgetti con Giovanni Malago (foto ANSA/ANGELO CARCONI)

I punti contestati – Il Cio elenca poi in dettaglio i punti che stridono con la carta olimpica. “Il Coni non dovrebbe essere ‘riorganizzato’ mediante decisioni unilaterali da parte del Governo. La sua governance interna e le sue attività devono essere stabilite e decise nell’ambito del proprio statuto, e la legge non dovrebbe avere per obiettivo un ‘micromanaging’ della sua organizzazione interna e delle sue attività”. E ancora: “Le aree relative alle attività del Coni dovrebbero essere congiuntamente determinate con essi, in conformità con la Carta Olimpica e gli statuti delle rispettive Organizzazioni Sportive Internazionali alle quali sono affiliate. Inoltre, il ruolo del Comitato Olimpico Nazionale non è strettamente limitato alle ‘attività olimpiche’. “La missione dei comitati olimpici è di sviluppare, promuovere e proteggere il Movimento Olimpico nei rispettivi paesi, in conformità con la Carta Olimpica” e che il ruolo dei Comitati Olimpici Nazionali è altresì “di promuovere i principi fondamentali ed i valori dell’Olimpismo nei rispettivi paesi” e “di incoraggiare lo sviluppo dello sport d’alta prestazione così come pure dello sport per tutti”.
L’altro punto su cui interviene il Cio: “Le entità che compongono il Coni dovrebbero rimanere vincolate agli statuti del Coni, della Carta Olimpica e agli statuti delle organizzazioni sportive internazionali alle quali sono affiliate, e dovrebbero completamente rendere conto al Coni per ogni specifica assistenza finanziaria e tecnica che possono ricevere dal Coni (proprio come loro stesse devono rendere conto nei confronti delle relative autorità di governo per fondi pubblici che possono ricevere dal governo, ma ciò non significa che il governo possa avere un ‘controllo’ specifico sulle stesse). Un appunto anche sul capo I, Art.1, comma 1, lettera I): questa disposizione dovrebbe essere discussa e concordata tra le autorità governative e il Coni. E’ parte della governance interna e le entità territoriali/decentrate del Coni potrebbero avere poteri specifici”. Quanto al capo I, Art. 1, comma 1, lettera m il Cio scrive che “dovrebbe essere discussa o semplicemente rimossa perché questa è parte della governance interna del Coni”.

Le richieste al presidente Coni, Malagò – Nella lettera il Cio chiede a Malagò di “portare queste serie preoccupazioni all’attenzione urgente delle più alte autorità di Governo e lavorare insieme con loro per perfezionare il Disegno di Legge e renderlo compatibili con i principi fondamentali e le regole che governano il movimento Olimpico, prima che il testo definitivo sia presentato alle autorità competenti per l’approvazione”.
“Contiamo sulla comprensione e sulla positiva collaborazione delle parti per risolvere amichevolmente questi temi e evitare eventuali complicazioni e ulteriori azioni da parte del Cio. Se necessario, siamo pronti ad organizzare un incontro congiunto questa settimana presso la sede centrale del Cio a Losanna”.

I commenti – “Sorprende tutto questo interesse del Cio per una singola parte del provvedimento che riguarda il potere politico del Coni”, il primo commento trapelato dalla maggioranza. “La lettera, forse scritta da funzionari del Cio, il cui contenuto il governo ha appreso dai giornali, è stata scritta forse in maniera frettolosa visto che molte risposte non solo sono già contenute nelle norme della stessa riforma ma anche negli ordini del giorno del relatore preannunciati ieri sera in commissione cultura su cui il governo darà parere favorevole”.

Oltre a Malagò, la lettera inviata al Coni da Losanna è stata fatta recapitare alle più alte cariche dello Stato: è stata infatti mandata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a quello del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, al premier Giuseppe Conte, ai vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, al sottosegretario con delega allo sport Giancarlo Giorgetti, al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, ai presidenti di partito e ai capigruppo in Senato.

 

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