La Serie A lancia la campagna ‘#stopiracy’ contro la pirateria audiovisiva: atto criminale. Uccide il calcio

Oltre un miliardo di mancato fatturato nei diversi settori economici, più di 200 milioni di mancati introiti fiscali, quasi 6.000 posti di lavoro a rischio. A tre settimane dal via del campionato, prende le mosse da questi numeri l’iniziativa della Lega di Serie A contro la pirateria audiovisiva.

“La pirateria audiovisiva è un atto criminale ed è purtroppo una piaga in aumento negli ultimi anni, in particolare in Italia, scrive la Lega. “Considerando che la principale forma di pirateria è quella digitale, e calcolando solo gli users abituali di internet, l’incidenza della pirateria tra gli adulti nel nostro Paese supera il 60%”.

Le azioni che la Lega Serie A si prefigge di portare avanti per contrastare il fenomeno sono tante, dalla velocizzazione dei tempi di blocco delle IPTV da parte degli ISP e Hosting, alla richiesta alle autorità di prevedere pene più severe, passando per l’avvio di una campagna di sensibilizzazione diretta ai tifosi e cittadini. In quest’ottica, nelle prime due giornate della Serie A in tutti gli stadi saranno esposti sul terreno di gioco striscioni a sostegno della campagna contro la pirateria con l’hashtag #stopiracy.

 

“Dobbiamo difendere il calcio da questo attacco criminale e far capire a chi utilizza i decoder illegali che sta compiendo un reato vero e proprio”, spiega il presidente Gaetano Micchichè, mentre per l’Ad, Luigi De Siervo, “continuando così si finirà per distruggere il calcio. Solo in Italia il danno stimato è di oltre un miliardo all’anno, con 6.000 posti di lavoro a rischio”.

A corredo dell’allarme, la Lega di A fornisce alcuni dati che ben sintetizzano i rischi per l’industria-calcio nel 2018: 578 milioni atti di pirateria informatica; 38% di over 15 che ha praticato almeno un atto di pirateria; 22 milioni di atti di pirateria per eventi sportivi live (+52% sul 2017); 4,7 milioni le persone che hanno dichiarato di aver visto illegalmente contenuti sportivi live; oltre il 60%degli eventi sportivi live piratati riguardano il calcio, con una conseguente perdita di oltre 5 milioni di fruizioni (+90% rispetto all’anno precedente); 5 milioni di persone hanno utilizzato le IPTV per accedere illegalmente a contenuti audiovisivi come film, serie tv, sport e programmi di intrattenimento; oltre un miliardo di mancato fatturato nei settori economici a causa della pirateria; 455 milioni il danno stimato sull’economia italiana in termini di Pil; 203 milioni la stima del mancato introito fiscale; 5.900 posti di lavoro a rischio; 51% dei pirati adulti ritiene che sia improbabile essere scoperto e ancor meno sanzionato.

Sul fronte internazionale la Lega di A è impegnata, insieme alle più importanti Federazioni e Leghe calcistiche, nella battaglia contro beoutQ, piattaforma illegale che pirata contenuti sportivi e di intrattenimento.

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