Nyt: nel secondo trimestre salgono utili e ricavi. Il ceo Thompson: investimenti per far crescere gli abbonamenti

Utile superiore alle attese per il New York Times che chiude il secondo trimestre con ricavi in aumento, ma sotto le previsioni. L’utile netto si è attestato a 25,2 milioni di dollari, in rialzo del 6,7% rispetto ai 23,6 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.I ricavi sono saliti del 5,7% a 436,3 milioni, rimanendo però al di sotto della previsione degli esperti che avevano fissato l’asticella a 439,5 milioni, grazie agli abbonamenti e alla crescita della raccolta pubblicitaria.

I ricavi derivanti dagli abbonamenti sono aumentati del 3,8% a 270,5 milioni, a fronte di un range  di 269,8-274,8 milioni. Il fatturato derivante dagli abbonamenti a prodotti esclusivamente digitali è aumentato del 14,1% a 112,6 milioni.

In totale la testata ha 4,7 milioni di abbonati, dei quali 3.78 milioni esclusivamente digitali. Di questi circa 3 milioni sono sottoscrizioni per le news, la quota restante si divide tra i contenuti di cucina e i popolari cruciverba.
“Abbiamo avuto un altro trimestre importante per la crescita degli abbonamenti digitali e stiamo facendo progressi costanti verso il nostro obiettivo di raggiungere 10 milioni di abbonamenti totali entro il 2025″, ha detto il ceo dell’editrice Mark Thompson, segnalando che nel secondo trimestre si sono aggiunti 197mila nuovi abbonamenti solo digitali. “La redditività è diminuita nel trimestre, ha poi rilevato il manager, in gran parte per il continuo investimento finalizzato a far crescere gli abbonamenti”.

Mark Thompson (Photo Roberto Monaldo / LaPresse)

Tra gli eventi significativi del semestre, Thompson ha ricordato il lancio a giugno di ‘The Weekly’, docuserie investigativa su FX e Hulu. “Rappresenta un’importante opportunità per presentare il giornalismo del Times a un nuovo pubblico in un formato avvincente”, ha detto il ceo, aggiungendo che il format “è stato il principale motore della crescita del 30% degli altri ricavi nel trimestre”.

Sul fronte pubblicitario, le inserzioni hanno fatto registrare un incremento dei relativi ricavi dello 0,4% a 120,8 milioni, nella parte bassa del range del consenso di 120,4-122,1 milioni. I ricavi da adv digitale sono saliti del 13,7% a 58 milioni, mentre quelli della carta stampata sono scesi dell’8%.
“È stato un buon trimestre per la pubblicità, con ricavi pubblicitari totali in lieve crescita. La pubblicità digitale è cresciuta con forti performance nelle vendite dirette”, ha aggiunto.
Per il terzo trimestre la compagnia prevede un calo della raccolta pubblicitaria, soprattutto digitale, che, ha puntualizzato Thompson, dovrà confrontarsi con i “grandi guadagni” registrati dall’editrice nel terzo e quarto trimestre del 2018.

Sempre in vista del prossimo trimestre, la compagnia ha stimato un incremento dei ricavi da abbonamenti nella parte medio-bassa del range a una cifra.
Resta da capire a fine settembre che peso potrà avere sugli abbonamenti la bufera scatenata nei giorni scorsi dal titolo all’articolo sul discorso di Trump dopo le stragi in Texas e Ohio.
Giudicato sbagliato da giornalisti, politici e lettori, il titolo è stato cambiato in corsa dal giornale, senza però riuscire ad arginare le polemiche, soprattutto sulla Rete, con l’invito da parte di molti lettori a disdire l’abbonamento. “Abbiamo riscontrato un volume di cancellazioni più elevato rispetto a quello tipico”, hanno fatto sapere dal giornale, senza però specificare il numero esatto.

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