Agcom alle tv: voto o no, rispettate il pluralismo. Avviso preventivo contro l’uso di dirette Facebook dalle spiagge…

In una crisi politica anomala e rovente come il clima, con un’Italia già in campagna elettorale a colpi di video-comizi da spiaggia su Facebook, tweet al veleno o fake news, un bombardamento social rilanciato dalle televisioni spesso senza mediazione giornalistica, l’Autorithy per le Comunicazioni avverte tutte le emittenti, pubbliche, private e pay-tv: abbiate il massimo rispetto del pluralismo, assicurate “parità di trattamento” ai politici, spazio a ogni punto di vista e notizie vere sui fatti.

(Foto ANSA/ Mario De Renzis)

Un richiamo preventivo, quando normalmente l’Agcom interviene a posteriori sul monitoraggio della messa in onda, inviato in una lettera a Rai, Mediaset (Rti), La7, Sky, Discovery, Tv8 perché in qualsiasi trasmissione di informazione o approfondimento politico assicurino “la corrette applicazione dei principi di pluralismo, obiettività, completezza, lealtà e imparzialità nelle trasmissioni di informazione”, in base alla delibera dell’Agcom del 2006 (22/06Csp) e al Testo Unico che regola il settore dei media (art.3 e 7).

Con gli eventi avvenuti “in modo imprevisto e imprevedibile” in “un contesto di notevole incertezza”, l’Agcm avverte i media ancora prima che la “possibile” campagna elettorale sia indetta (è l’incognita politica del momento) e che già si annuncia furibonda. All’Agcom è scaduto il mandato ma è in proroga fino al 26 settembre (come la Privacy), ma vista l’aria che tira un rinnovo delle Autorità appare complicato, soprattutto nominato da quale Parlamento? Probabile che l’attuale vertice resti al suo posto per un po’ quindi con possibilità di agire.

A sollecitare l’intervento è stato il commissario Antonio Nicita, che ha posto la questione al Presidente, Angelo Cardani e agli uffici, che accettato e inviato la lettera ai media. Non è una delibera, ma un monito perché siano garantiti “la presentazione veritiera dei fatti ed egli avvenimenti”, così “da favorire la libera formazione di opinioni”, l’accesso paritario di tutti i soggetti politici con “parità di trattamento” con “pluralità dei punti di vista ed equilibrio delle presenze”. Norme già previste per il periodo pre-elettorale 30 giorni prima dell’inizio della campagna. E comunque occhio, dice l’Agcom, perché a chi non rispetta le regole saranno chiesti “provvedimenti ripristinatori” di questi principi.

La Rai è ancora sotto istruttoria Agcom per avere dato troppo spazio al governo (e non è l’unica) e poco contraddittorio, ma, al tempo dei social, non è sotto esame solo il bilancino sulle presenze in tv. L’Authority sta già monitorando i dati di agosto, dai quali emerge il nuovo fenomeno: “Molti telegiornali hanno mandato in onda delle dirette Facebook da luoghi ameni..” spiega Nicita, “e forse non è il modo migliore di interpretare il diritto-dovere di cronaca”. Basti pensare al Papeete Beach… Già nel 2003, in tempi senza social, la commissione di Vigilanza esigeva il contraddittorio e vietava l’uso personale di “dichiarazioni unilaterali o in diretta”, come i messaggi alla nazione di Berlusconi registrati in videocassetta ad Arcore e diffusi in tutte le tv (peraltro la metà sue).A luglio, guardando i dati Agcom, lo sbilanciamento più evidente riguarda lo spazio riservato alla Lega e al suo leader Matteo Salvini (in tripla veste di ministro, segretario di partito e vicepremier) dal Tg2 (che ha avuto già un richiamo) e anche dalle reti Mediaset, in particolare Rete4. Lo ricorda il Pd Michele Anzaldi, segretario in Vigilanza, che chiede al presidente Alberto Barachini di farsi mandare la lettera alla commissione parlamentare, mai arrivata a Palazzo San Macuto. Di nuovo il deputato dem denuncia: “al Tg2 Salvini ha addirittura il 17% di tutti i tempi di parola”, rispetto a Conte, presidente del Consiglio, che ne ha quasi metà, il 10% e meno di un terzo a Zingaretti, sotto al 5%. Anzaldi ne ha anche per RaiUno: il programma condotto da Lorella Cuccarini “ha perso con una serie tv austriaca su Canale5” e a Uno Mattina “gravi episodi di cattivo giornalismo (in due neanche una domanda). A Salvini.

 

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