Rai, il cordoglio per la scomparsa di Ida Colucci, ex direttrice del Tg2

E’ morta l’ex direttrice del Tg2, Ida Colucci. Nata a Roma il 22 agosto 1960, era malata da tempo.
Dopo le esperienze in Asca, Nuova Ecologia, Legambiente, Colucci entrò in Rai nel 1991, al Giornale Radio, per passare poi nel 2002 al Tg2, di cui diventò inviata nel 2005, raccontando i più importanti appuntamenti internazionali, come le assemblee generali dell’Onu e i vertici G8 e G20, lavorando negli Stati Uniti, in Canada, in Corea del Sud, in Giappone, in Cina, in Brasile. Si è occupata anche di politica europea.

Ida Colucci (Foto ANSA/ANGELO CARCONI)

Vicedirettrice del tg della seconda rete dal 2009, nell’agosto 2016 ne assunse la direzione dopo Marcello Masi, su proposta dell’allora dg Antonio Campo Dall’Orto.
Colucci è rimasta alla guida del Tg2 fino all’ottobre 2018, quando venne sostituita da Gennaro Sangiuliano, nominato dai nuovi vertici di viale Mazzini.

Messaggi di cordoglio per la scomparsa della giornalista sono arrivati dal Cdr del Tg2 e dai vertici di Viale Mazzini. In una nota congiunta, l’ad Rai Fabrizio Salini e il presidente Marcello Foa hanno definito Colucci una “giornalista appassionata che ha saputo dare alla Rai con generosità e competenza la propria professionalità in tutte le sue esperienze lavorative con una condotta sempre in linea con il servizio pubblico. Ci mancherà e la ricorderemo sempre con grande affetto”. Carlo Freccero, direttore di Rai2 ne ha ricordato “il tratto umano, la tenacia e la sensibilità con cui ha raccontato il mondo politico italiano”.

“Vogliamo ricordare la sua lunga carriera professionale in Rai prima come cronista e poi come giornalista parlamentare precisa e rigorosa”, il messaggio dell’UsigRai. “Ha guidato il telegiornale che firmava attingendo a quelle che erano le sue battaglie e passioni nella vita: i libri, i viaggi, il teatro, la cultura, la cronaca, la politica e un costante impegno nel denunciare la piaga dei femminicidi, oltre che nel cambiare la cultura dell’immagine distorta della donna nel nostro Paese”, ha scritto ancora il sindacato dei giornalisti Rai. “Ricordiamo una collega forte e determinata che ha voluto onorare il suo impegno professionale anche negli ultimi anni mentre combatteva la sua battaglia più grande”.

“Nel lavoro e nella vita ha affrontato con equilibrio ed ironia momenti diversi, le vittorie e le sconfitte e la stessa determinazione ha segnato il suo impegno contro la malattia”, il ricordo della Fnsi. “Sino alla fine ha manifestato il suo amore per la professione e la confessione che il servizio pubblica possa e debba svolgere un ruolo determinante nel garantire ad ogni cittadino il diritto ad essere informato”.

 

 

 

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