Paywall, redazione più grande, pochi eventi ma con più risonanza. The Atlantic prova nuove strade sotto la guida di Laurene Powell Jobs

The Atlantic si prepara a lanciare il suo paywall. Il debutto dovrebbe avvenire nelle prossime settimane, agli inizia di settembre, dopo il Labour Day, ma, spiega il Wall Street Journal, al momento non ci sono dettagli su come sarà e sulle sue caratteristiche.Attualmente in fase di test, il sistema è nei piani del magazine dallo scorso anno, quando già proprietaria della testata era diventata Laurene Powell Jobs, vedova del genio di Apple Steve Jobs. La donna, che con la sua organizzazione filantropica Emerson Collective nel 2017 ha rilevato il 70% della quote della testata, prima di arrivare al lancio del paywall ha voluto che la rivista migliorasse la piattaforma e la qualità dei contenuti, convinta che questi cambiamenti potessero aiutare il giornale ad espandersi, attirando nuovi lettori. Assumendo anche nuove persone.
Negli ultimi mesi al magazine sono arrivate circa 100 persone, pari al 30% in più dell’organico di redazione. Una mossa che però ha pesato sui conti del giornale, recentemente passati da ricavi annui di 10 milioni di dollari al rosso.

Laurene Powell Jobs

Secondo il Wsj, la vedova di Steve Jobs punta a rendere i suoi investimenti nel giornale sostenibili sotto il profilo finanziario. E secondo i dipendenti della testata avrebbe un atteggiamento pratico per le questioni quotidiane, ma attento alle decisioni chiave.

Tra le proposte, anche se non di immediata realizzazione, Powell Jobs avrebbe pensato di ridurre nettamente il numero degli eventi organizzati dal giornale, portandoli da circa un centinaio a una decina, ma aumentandone la portata, rendendoli più simili ai Ted Talks.

Da quando Powell Jobs è approdata a The Atlantic non sono mancate le polemiche: negli ultimi tempi molte giornaliste hanno deciso di andarsene per la disparità di genere. La testata ha da poco completato uno studio della durata di un anno sulle dinamiche di genere nella redazione, e ha cercato di ridurre le differenze tra i dipendenti. Nel 2018 il 75% delle assunzioni ha riguardato professioniste donne, e attualmente 17 dei 23 redattori sono di sesso femminile.

Ma gli sforzi per migliorare la qualità dentro e fuori la redazione sono numerosi. “Dobbiamo essere un giornale in tempo reale per essere competitivi”, ha detto Adrienne LaFrance, executive editor, “ma il nostro obiettivo non è più volume di notizie, ma miglior qualità”.
Il numero degli utenti mensili del sito nella prima metà del 2019 è salito del 35% rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente, secondo i dati di Comscore. I ricavi sono cresciuti del 13%, e la pubblicità digitale del 10%. Le vendite del cartaceo sono scese del 16%, con una media di 447 mila copie al mese, nella seconda metà del 2018, stando a quanto raccolto da Alliance for Auditel Media.

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