Non solo dazi. Tra Stati Uniti e Cina tensioni sui cavi sottomarini tra le due sponde del Pacifico

Non accenna a fermarsi la battaglia a colpi di tecnologia tra Stati Uniti e Cina, una parentesi da non sottovalutare nella guerra commerciale tra i due giganti mondiali. Questa volta nel mirino della Casa Bianca è finito il progetto per l’installazione di un cavo sottomarino per i dati fra i due Paesi.

Pacific Light – questo il nome dell’iniziativa – è un’idea congiunta di Google, Facebook e della Dr. Peng Telecom & Media Group, quarto operatore di telecomunicazioni in Cina.
Le preoccupazioni per la sicurezza nazionale potrebbero portare a una bocciatura del progetto, e si tratterebbe del primo “No” nella storia americana legato a questi motivi, secondo quanto riportato dal Wsj. Inoltre un divieto da parte degli Usa evidenzierebbe un irrigidimento delle autorità statunitensi verso i progetti riguardanti la Cina o con partner cinesi. Ciò che inquieta Washington infatti è che la Dr. Peng Telecom & Media Group ha legami con il governo di Pechino e con Huawei, che è partner della società. Nel 2014 le due aziende hanno firmato un accordo di cooperazione strategica che riguardava il cloud computing, l’intelligenza artificiale e il 5G.

cco (Foto di Jonny Lindner da Pixabay)

A far propendere gli Usa per lo stop al progetto sarebbe anche il tumulto generato a Hong Kong dalle proteste che da due mesi stanno interessando la città. I sostenitori dell’iniziativa ritengono che il nuovo cavo permetterebbe agli Usa di avere un controllo più approfondito sul flusso dei dati, considerato che le autorità potrebbero obbligare le aziende ad accettare alcune condizioni per tutelare la sicurezza. Senza dimenticare che, vista la necessità reale di aumentare la capacità per i dati fra le due sponde del Pacifico, il flusso troverebbe con ogni probabilità altri modi per correre tra i due Paesi, magari attraverso infrastrutture che non sono sotto la giurisdizione Usa, anche in caso di bocciatura del progetto.

Pacific Light è costato almeno 300 milioni di dollari, secondo i consulenti delle aziende che si occupano della costruzione di cavi sottomarini. Google e Facebook hanno trascorso gli ultimi dieci anni proprio a finanziare progetti simili per gestire il traffico di rete in continua crescita tra gli Stati Uniti e l’Asia. Il nuovo collegamento con Hong Kong consentirebbe una maggiore capacità di flusso per un importante hub Internet che è collegato a mercati in crescita nelle Filippine, in Malesia, in Indonesia e nella Cina continentale.

Nonostante le ultime tensioni, i lavori stanno proseguendo, grazie a un permesso provvisorio che scade a settembre. Al momento sono stati installati quasi 11 mila chilometri di cavo, su un totale di 12.800, e secondo quanto trapela dalla Pacific Light Data Communication – l’azienda di Hong Kong che gestisce il progetto – il servizio dovrebbe partire a dicembre o gennaio.
L’azienda non ha voluto rispondere o commentare la vicenda, e lo stesso hanno fatto da Facebook. A commentare invece un portavoce di Google, che ha detto che la compagnia di Mountain View “ha lavorato attraverso canali consolidati per molti anni al fine di ottenere le licenze statunitensi per vari cavi sottomarini. Attualmente siamo impegnati in conversazioni attive e produttive con agenzie governative statunitensi per soddisfare le loro esigenze specifiche per il cavo PLCN”.
Nessun commento dal Dipartimento di Giustizia statunitense.

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