Apple si scusa per aver ascoltato conversazioni con Siri. In arrivano nuove policy

“In Apple crediamo che la privacy sia un diritto umano fondamentale. Progettiamo i nostri prodotti per proteggere i dati personali degli utenti e lavoriamo costantemente per rendere ancora più efficaci queste protezioni. Questo vale anche per i nostri servizi. Il nostro obiettivo con Siri, il pionieristico assistente intelligente, è quello di fornire ai nostri clienti la migliore esperienza possibile, proteggendo allo stesso tempo la loro privacy ”. Inizia così un lungo pezzo di scuse pubblicato ieri sera sul blog di Apple dopo la notizia pubblicata dal Guardian del licenziameto di 300 lavoratori per gravissime violazioni della privacy attraverso le registrazioni audio di Siri, l’assistente intelligente presente su IPhone, iPad, Mac, Apple Watch, Apple Tv, AirPods e HomePod che si attiva al richiamo “Hey Siri”.

Tim Cook (foto Ansa – EPA/NG HAN GUAN / POOL)

“Sappiamo che le recenti notizie sul personale che ascoltava le registrazioni audio di Siri nell’ambito del nostro processo di valutazione della qualità di Siri, che noi chiamiamo ‘grading’ (certificazione), hanno destato preoccupazione nei nostri clienti”, scrivono i comunicatori di Apple con il tono di ‘Alice nel paese delle meraviglie’ concedendo di aver “recepito le loro preoccupazioni, sospendendo immediatamente il processo di valutazione delle richieste di Siri effettuato da persone fisiche e abbiamo iniziato una revisione approfondita delle nostre pratiche e politiche. Come conseguenza di questa revisione, abbiamo deciso di apportare alcune modifiche a Siri”.

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