Google mette il veto al dibattito politico tra i dipendenti

Google ha aggiornato le linee guida sui comportamenti dei dipendenti, chiedendo di limitare i dibattiti che riguardano la politica e altri temi che non sono legati al lavoro. Una decisione stupefacente da parte di un’azienda che si è sempre definita progressista dal punto di vista culturale e aperta alla discussione, promuovendo l’idea che la Silicon Valley fosse come un grande campus universitario in cui ognuno è libero di parlare apertamente dei temi che ritiene importanti.

Le nuove linee più restrittive sono state ufficializzate da Google con una nota pubblica. “Lavorare a Google comporta delle incredibili responsabilità”, si legge nel documento, dove si elencano alcuni punti chiave per comunicare sul posto di lavoro. Oltre a rispettare i valori dell’azienda, l’utente, le opportunità e gli altri – viene specificato che i dipendenti è meglio che non discutano di politica o di notizie di attualità nell’orario di lavoro. “Se condividere idee e informazioni con i colleghi aiuta a rafforzare la community, interrompere la giornata di lavoro per fare un dibattito politico o per commentare le ultime storie non ha lo stesso effetto. La nostra responsabilità primaria è fare ciò per cui siamo stati assunti, non passare il tempo in dibattiti non legati al lavoro”.

La sede di Google a Mountain View (Foto Ansa – EPA/JOHN G. MABANGLO)

Le nuove linee guida indicate dall’azienda prevedono anche che i dipendenti non insultino, sminuiscano o umilino altri dipendenti, partner commerciali del gruppo o altre persone, e più in generale che non assumano atteggiamenti che violino le condotte di Google contro le molestie e il bullismo.

“Queste parole seguono un anno di crescente inciviltà sulle nostre piattaforme interne e abbiamo percepito che i dipendenti vogliono regole più chiare che indichino cosa sia giusto dire e cosa no”, ha detto un portavoce di Google al Wsj. Queste bacheche riservate ai dipendenti ospitano infatti migliaia di gruppi di discussione, e gli argomenti spaziano dal sociale allo sport, fino alla politica. Stando a quanto trapela da alcune indiscrezioni però negli ultimi anni il livello del dibattito ha raggiunto picchi di aggressività, tra visioni opposte. Ma ha contribuito anche ad incrementare l’attivismo tra la forza lavoro. Risale proprio all’anno scorso con il dilagare degli effetti del movimento#Metoo, la protesta del personale di Google contro alcuni dirigenti accusati di molestie sessuali che fece molto scalpore.

Qualche settimana fa sempre il Wsj aveva pubblicato la notizia che il chief legal officer Kent Walker aveva minacciato di licenziare i dipendenti che cercavano informazioni riservate su argomenti controversi, come la relazione del cloud computing di Google con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Nelle nuove linee guida per il personale viene ribadito come le informazioni confidenziali sui prodotti dell’azienda debbano rimanere private.
Specificando che nel corso dell’anno verrà lanciato uno strumento che consentirà ai dipendenti di contrassegnare, all’interno delle discussioni, i contenuti e i temi che non rispettano le nuove linee guida. Le segnalazioni verranno poi esaminate in modo riservato dai membri del nuovo team dedicato alla moderazione.

Il gigante della Silicon Valley, che conta oltre 100 mila dipendenti in tutto il mondo, non è nuovo a controversie di questo tipo. Nel 2017 era stato licenziato un membro del personale per aver scritto in una nota interna che gli uomini sono più portati per i lavori in ambito tech rispetto alle donne.
L’ex ingegnere Kevin Cernekee, licenziato all’inizio di questo mese, ha affermato di ritenere che la causa del suo addio obbligato all’azienda risieda nelle sue idee di matrice conservatrice, espresse sulle piattaforme interne per i dipendenti. Da Mountain View hanno fatto sapere che le motivazioni del licenziamento di Cernekee erano dovute a molteplici violazioni delle politiche aziendali, incluso il download di informazioni riservate e l’uso improprio del sistema di software di accesso remoto. Un portavoce ha poi aggiunto che la compagnia applica la sue policy aziendale a prescindere dal pensiero politico.
La vicenda ha sollevato un polverone, tanto che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accusato Google di avere dei pregiudizi nei confronti dei conservatori. Lo stesso aveva fatto anche con Twitter, colpevole di dare maggior visibilità alle notizie provenienti dalle testate di ispirazione democratica.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Di Nicola (M5S): fondamentale una legge di riforma della Rai

Di Nicola (M5S): fondamentale una legge di riforma della Rai

Giletti: in Rai se devi spostare un tavolino,  devi mandare cinque mail; La7 ha una struttura agile

Giletti: in Rai se devi spostare un tavolino, devi mandare cinque mail; La7 ha una struttura agile

Pirateria tv, Gdf: battaglia senza sosta, sequestreremo server e profitti

Pirateria tv, Gdf: battaglia senza sosta, sequestreremo server e profitti