Sindacalisti Slc-Cgil contro Miss Italia. Una mossa oscurantista: cosa c’entra il femminicidio con il concorso di bellezza?

Il caso di Miss Italia è diventata un’occasione per alzare la polemica nei confronti della direzione di Rai1, che di ben altri errori e scelte sbagliate può essere accusata. L’Italia è il Paese dei concorsi e dei premi. Miss Italia fa parte della tradizione. Adesso anche Slc-Cgil nazionale, Slc-Cgil Roma e le donne di Slc hanno deciso di sollecitare “l’Azienda, il Cda e la Commissione Pari Opportunità a porre l’adeguata attenzione alla questione di genere nella programmazione ordinaria e in ogni scelta editoriale”.

Fabrizio Solari, segretario generale nazionale di Slc-Cgil

Scrivono i firmatari della nota:
”Il Servizio Pubblico ha l’obbligo di esprimere valori inclusivi e positivi, altrimenti dovremo chiederci cosa è la Rai o cosa sia diventata”. “Per la Cgil “- esplicitano – “la Rai è prima di tutto una fabbrica altamente specializzata in ideazione e produzione culturale dove lavorano donne e uomini con grandi professionalità, ed insieme è l’azienda concessionaria del Servizio Pubblico, ed è la tv e la radio di riferimento per gli italiani che pagano il canone e che si augurano di trovare nei suoi programmi contenuti innovativi e rispettosi dell’identità di un paese che evolve”.

A questa mission, per Slc-Cgil nazionale, Slc-Cgil Roma e Donne Slc-Cgil, certamente non corrisponde Miss Italia, ”una trasmissione vecchia che veicola un’idea totalmente superata della donna.Nell’Italia di oggi le donne sono parte integrante del mondo del lavoro, ne reclamano la parità e la dignità e proprio per questo scendono in piazza contro il DDL Pillon, contro i reati di femminicidio, contro i tentativi politici di scardinare la legge 194 sull’aborto, per abbattere quegli stereotipi femminili ancora presenti nel Paese che un concorso come Miss Italia tende ad alimentare”, conclude la nota.

Sindacalisti e critici di Miss Italia non si chiedono come mai tante famiglie si impegnano anche economicamente per mettere le figlie in grado di partecipare alle selezioni locali e regionali del concorso, sperando che sia un’occasione per uscire dall’oscurità e per cogliere legittime opportunità di lavoro.
Cosa c’entra miss Italia con il femminicidio e la legge sull’aborto? Sono ragionamenti molto pericolosi e oscurantisti, come quelli di chi dice che se le donne si vestono in modo considerato provocatorio non si possono poi lamentare di essere importunate o violentate dai maschi.

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