Rai, col nuovo governo a Viale Mazzini si sente già odore di sangue

Alla conferenza stampa a Viale Mazzini per ricordare Mike Bongiorno, a cui la Rai ha dedicato un programma ‘Allegria’, i giornalisti presenti erano attenti ad intercettare i segnali di come sono cambiati i rapporti dentro l’azienda, dopo il rapidissimo giro di governo che ha spodestato i leghisti, rafforzato i 5Stelle e i pd. Il ribaltamento dei rapporti di forza e delle maggioranze è già evidente nel Cda, dove con la consigliera di area Pd, Rita Borioni, e il rappresentante dei dipendenti, Riccardo Laganà, si schiera Beatrice Coletti, espressa dalle stelline, una manager che sa di televisione, con la quale si era già creata una sintonia di voto. E l’asse si sposta con il peso di Fabrizio Salini, amministratore delegato indicato dal M5s al primo round di governo.

Il presidente della Rai Marcello Foa (Foto ANSA)

Si sente già odore di sangue quando si parla del presidente, Marcello Foa, che in un attimo ha perso la prateria sovranista in cui poteva muoversi a piacimento allargando il suo controllo a nomine, autori e programmazione, e adesso ha la gola scoperta per chi da tempo è pronto ad azzannarlo. Su Foa pende il ricorso al Tar per illegittimità della sua nomina presentato da Rita Borioni e l’ombra di una possibile (ma molto difficile) revoca dal Tesoro per tutto il Cda. LA Stampa scrive che “una via ancora più facile, secondo il Pd, è contenuta nella legge di riforma del 2015 che all’articolo 7 darebbe al nuovo ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, il potere di revoca del presidente in qualità di consigliere, azzerando il cda”. Una strada del genere è rischiosissima per l’azienda che sarebbe bloccata per mesi tanto più in un momento in cui perde ascolti e la crisi della pubblicità non l’aiuta.
Ad armare la Commissione parlamentare di vigilanza c’è il consigliere Michele Anzaldi, il nemico più feroce del presidente Foa, che spera di accedere finalmente agli atti della sua nomina per capirne i termini di illegalità. Dovrebbero dargli manforte i deputati Cinque stelle Primo Di Nicola, Mirella Liuzzi e Alberto Airola, che da tempo avevano preso posizione contro la Rai sovranista.

Rita Borioni (Foto ANSA)

Senza i suoi padrini sovranisti cambia il clima anche per la direttora di RaiUno, Teresa De Santis che deve fare i conti con il calo di ascolti della rete in agosto, accusata di non aver saputo giostrare il palinsesto trascurando totalmente la crisi di governo e lasciando campo aperto a La7 e alla concorrenza: “Sulla politica il pubblico si sposta sui social e sulle altre reti a vocazione informativa. RaiUno è generalista” ha detto Teresa De Santis spiegando le sue scelte.

Primo Di Nicola (foto Fnsi)

La sicumera con cui si sono mossi gli orgogliosi sovranisti in Rai si ridimensiona, tanto più che il mirino di precisione del Pd Anzaldi è sempre puntato. Per esempio ha individuato le sollecitazioni in onda per un ritorno alle urne da parte di Monica Setta, apertamente fan di Salvini. Cancellata la sua rubrica di dieci minuti all’interno di Uno Mattina, nella quale avrebbe dovuto affrontare temi di economia domestica, continuerà a condurre ‘UnoMattina in Famiglia’ con Tiberio Timperi, nel weekend.

Michele Anzaldi (Foto LaPresse)

Sull’ad Salini invece grava il congelamento del Piano Industriale a cui Di Maio quando era il Ministero dello Sviluppo non ha dato il via libera, anche se non c’è una vera scadenza Ora il Piano è in frigorifero al Mise, in attesa che sia nominato il sottosegretario con delega alle Tlc.
In ogni caso è già stato evidenziato un problema di costi per i progetti del canale inglese e per quello istituzionale, oltre che per le nuove direzioni. Oggi, venerdì 6 settembre, doveva esserci una riunione della commissione incaricata sui progetti, ma è saltata.

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