Editoria, nel Governo Conte bis in pole position per la delega c’è il Pd, in calo Chieppa

Subito dopo il voto di fiducia del Senato al governo Conte bis, atteso per questa sera, si imboccherà il rush finale per la partita dei sottosegretari. Una partita che nelle previsioni sarà molto breve, e che potrebbe essere chiusa già dal consiglio dei ministri atteso per giovedì pomeriggio, anche se non manca chi scommette per tempi un po’ più lunghi, con uno slittamento alla riunione del cdm della settimana prossima. Il bilanciamento delle posizioni sarà delicatissimo, per pareggiare gli incarichi tra i partner della maggioranza e all’interno delle singole forze, tra le diverse componenti. E con un occhio particolare, nella scelta dei candidati, a non sguarnire la compagine di maggioranza al Senato, i cui numeri molto stretti suggeriscono prudenza. Per quanto riguarda la delega all’editoria, questa rientra tra le posizioni che il presidente del consiglio ha avocato tra quelle di sua designazione.

Alla richiesta di discontinuità espressa dal Pd a fondamento della nuova maggioranza, c’è da aggiungere la forte presa di posizione, a difesa della libertà di stampa e del suo pluralismo, espressa dapprima dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a conclusione delle consultazioni al Quirinale per il nuovo esecutivo, fatta poi propria e ribadita dal premier Conte alla Camera nel corso dell’illustrazione del programma di governo.

L’esperienza del pentastellato Vito Crimi appare dunque inevitabilmente conclusa (anche sull’onda di un forte pressing in tal senso da parte dei vertici dell’Fnsi e dello stesso Ordine dei giornalisti), anche se la sua non riconferma avrebbe ottenuto come contropartita (richiesta con forza da Di Maio) che il suo posto non venga occupato da una figura espressione del premier. E’ noto che Conte aveva puntato sul segretario generale a Palazzo Chigi, Roberto Chieppa per questa posizione (solo in alternativa su un’altra delega di peso per il suo stretto collaboratore), ma le quotazioni di quest’ultimo sono in netto declino nelle ultime ore. Vuoi per il “niet” di Di Maio, vuoi per la presa di distanza dello stesso Chieppa (romano, 53 anni, magistrato, già segretario generale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato e presidente di sezione del Consiglio di Stato), per un incarico politico e al centro delle tensioni, lontano dal suo profilo da “tecnico”. Nel toto-candidati il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria sembra dunque essere di pertinenza del Pd. Ma anche qui si intrecciano i nomi di diverse espressioni dei dem. In pool position appaiono al momento Walter Verini, commissario del Pd in Umbria, in quota Zingaretti; Andrea Martella, coordinatore della segreteria di Zingaretti, già esponente dei Giovani turchi, molto vicino a Andrea Orlando; a cui si aggiunge Antonio Funiciello, già capo dello staff dell’allora presidente del consiglio e neocommissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni. Nella definizione delle posizioni non bisogna infine dimenticare l’eventuale contrappeso che avrà sulla casella dell’editoria, l’importante delega alle Comunicazioni sotto il Mise.

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