Sole 24 Ore, Benedini e Treu chiedono patteggiarmento. Per Napoletano giudizio ordinario

Donatella Treu e Benito Benedini, rispettivamente ex ad ed ex presidente del Sole 24 ore e imputati a Milano nell’ambito del procedimento sui conti del gruppo di via Monte Rosa assieme all’ex direttore editoriale Roberto Napoletano, hanno intenzione di uscire dal processo con un patteggiamento.

Donatella Treu e Benito Benedini (foto Massimo Sestini)

Donatella Treu e Benito Benedini (foto Massimo Sestini)

Da quanto si è saputo, Benedini, in vista dell’udienza preliminare che si aprirà domani, tramite la sua difesa, ha depositato al gup Cristina Mannocci una istanza per patteggiare 1 anno e 6 mesi, pena sospesa, e un risarcimento di 100 mila euro.

Anche Donatalla Treu, attraverso il suo legale, sta definendo in accordo con la Procura la richiesta di patteggiamento a 1 anno e 8 mesi, pena sospesa, e circa 300 mila euro di risarcimento.

Napoletano invece, salvo sorprese, dovrebbe seguire il giudizio ordinario. Al momento, nulla è stato deciso. Comunque l’attuale direttore del Quotidiano del Sud può sempre depositare una istanza di rito alternativo in udienza preliminare.

A chiedere il processo è stato il pm Gaetano Ruta che ha contestato ai tre i reati di false comunicazioni sociali e aggiotaggio informativo commessi, secondo l’ipotesi, in un arco di tempo che va dal 2014 al 2016. Archiviata, invece, la posizione di altri sette indagati che erano accusati di appropriazione indebita e nei cui confronti il gruppo, dopo essere stato risarcito, ha ritirato la querela.

Sulla richiesta di patteggiamento, che prevede un terzo di sconto della pena, si esprimerà il giudice Mannocci davanti al quale domani mattina si aprirà a Milano l’udienza preliminare a carico di Napoletano, Treu, Benedini (la posizione dei due sarà stralciata per via della scelta del rito) e lo stesso gruppo, che risponde in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, per i reati ipotizzati nei confronti dei tre imputati.

Le indagini sulla vicenda vennero chiuse nel novembre dell’anno scorso mentre la richiesta di rinvio a giudizio per le 3 persone fisiche e la società da parte del pm Ruta risale alla fine del febbraio di quest’anno. (ANSA).

“Sono allibito e sgomento”, è stato il commento di Napoletano. “Come si possa sanzionare una persona completamente estranea ai fatti in base a quanto è documentalmente dimostrato negli atti, per me resta un mistero inquietante. Naturalmente faremo ricorso in tutte le sedi consentite”.

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