Rai, l’ad Salini non può più trascurare pensare la degenerazione dell’informazione

Michele Anzaldi, deputato Pd segretario della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, non c’è giorno che su Facebook non segnali qualche scorrettezza o stramberia dell’informazione di Viale Mazzini con un’attenzione particolare al Tg2 che pubblichiamo spesso su questo sito.
Oggi L’Avvenire da’ spazio a un’intervista in cui il parlamentare ( che sembra essere diventato quello che Marco Pannella era negli anni ottanta) mette in fila una serie di grandi e piccole scorrettezze dell’informazione Rai soprattutto del Tg2, diretto da Sangiuliano, caposaldo di Salvini e della destra populista e sovranista a Viale Mazzini.
Un bel problema per l’ad Fabrizio Salini che rifugge da qualsiasi intervento sui tg e sui contenuti dei programmi come se il problema non lo riguardasse,
spaventato dalle reazioni dei padrini politici dei direttori, mentre il primo dovere della televisione pubblica e’ fare buona informazione.

«Rai alla deriva, ormai è emergenza» Avvenire, Nazionale – 12/09/2019 –
Michele Anzaldi, il deputato del Pd che da anni mette sotto la lente ogni vicenda Rai, scuote la tv pubblica. Con parole durissime e con un messaggio al suo partito: «C’è una emergenza informazione. Tocca al Pd creare una task force di monitoraggio e di denuncia. C’è una Rai fuori controllo, c’è un sistema completamente marcio. Completamente deviato. Un incidente giornalistico dietro l’altro e nessuna consapevolezza di quello che sta accadendo». Lei che cosa ha deciso di fare? Ho pronti due dossier da brividi. Uno sui 14 mesi del governo giallo-verde. E un altro su questi ultimi giorni, dalla crisi ai primi passi del governo Pd-M5s… Vedrà, ci sarà da divertirsi. Che cosa aspetta a tirarli fuori? La nomina del sottosegretario alle Telecomunicazioni. Una copia andrà a lui e un’altra al presidente del Consiglio Conte. Tocca anche a loro pretendere un cambio di passo vero, netto, profondo. Parlava di incidenti… Paolo Gentiloni diventa commissario europeo agli Affari economici. Per tutti i siti, per tutti i giornali, per tutti i tg è la notizia del giorno. Per il Tg2 è il quinto servizio. Questa è informazione? Ma vado avanti. Sempre il Tg2 “regala” alla manifestazione di Fratelli d’Italia e Lega fuori Montecitorio il doppio del tempo che concede al primo discorso di Giuseppe Conte da premier del governo M5s-Pd. Così si calpesta l'”abc” del giornalismo e vedere l’Ordine che si gira dall’altra parte non mi va giù. Che cosa dovrebbe fare? Richiamare e sanzionare. Ma ovviamente serve ben altro. Serve una presa di coscienza collettiva. Nella politica, nell’azienda, nelle redazioni, nel sindacato. Tocca all’amministratore delegato Salini e ai direttori delle reti e dei tg spiegare al Paese che quello che è successo in questi mesi non succederà mai più. Torniamo al dossier? La Rai ha una sola vera trasmissione in prima serata di approfondimento politico, CartaBianca , e Bianca Berlinguer decide di far spiegare agli italiani la crisi politica da Mauro Corona, uno che di mestiere fa lo scalatore. Raiuno segue in diretta la cerimonia dell’insediamento del nuovo governo ma “buca” il passaggio più significativo che è quello della campanella. Errori giornalistici che si accavallano e si legano alle prepotenze dei partiti. Salvini e Di Maio hanno lottizzato ogni spazio. Una fame di spartizione e di occupazione che fa paura. Le pare normale che il 4 agosto sul palco della festa della Lega con Salvini c’è il direttore del Tg2? E che il Tg1 promuova un libro di Gianluigi Paragone, senatore del Movimento 5 stelle? Oggi quel governo non c’è più… Ma c’è un virus che ha infettato la Rai. L’attore Luca Marinelli vince un premio prestigioso al festival del cinema di Venezia e decide di dedicarlo a chi salva vite in mare. Le immagini fanno il giro del mondo e la Rai le censura. È così triste e così incredibile. E allora credo che non bastino più i richiami dell’Agcom al Tg2 per violazione della par condicio. C’è un male più profondo. E per riaggiustare la Rai va ripristinata la legalità. Magari cominciando a fare piena luce sulla storia opaca e piena di omissioni che ha portato all’elezione di Marcello Foa presidente del Cda. Come è possibile che un nome bocciato venga poi riproposto? E perchè non vengono mostrate le schede sulle quali pende il sospetto che siano state segnate? Chiedo da mesi l’accesso agli atti, ora mi aspetto che lo faccia anche il M5S. Perchè la strada è una sola: restituire alla Rai un presidente di garanzia come prevede la legge.

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