Governo, probabile slittamento sottosegretari a settimana prossima

Per il completamento della squadra di governo con la nomina dei viceministri e dei sottosegretari bisognerà attendere molto probabilmente l’inizio della prossima settimana. Lo stato del confronto interno delle parti (soprattutto quello in casa 5 Stelle), e tra le parti (Pd e M5S) appare ancora in pieno svolgimento e ben difficilmente potrà trovare composizione, secondo quanto riferiscono diverse fonti parlamentari, entro il fine settimana. Questo non significa che bisognerà attendere il consiglio dei ministri che il premier Conte avrebbe “istituzionalizzato” a cadenza settimanale, ogni giovedì. Molto più probabilmente già a partire da lunedì o martedì, messe finalmente a punto le svariate caselle, potrà essere convocata una riunione ad hoc. La preoccupazione della maggioranza è infatti quella “sminare” il più in fretta possibile il campo della narrazione del “poltronificio” del nuovo esecutivo, particolarmente caro a Salvini e dell’opposizione, e che il leader della Lega in queste ore sta cavalcando nelle sue dichiarazioni.

 

Che i tempi non fossero maturi per il via libera auspicato da Conte per oggi era apparso molto probabile già a conclusione della lunga giornata di contatti e confronti di ieri; oggi la conferma, con il consiglio dei ministri chiuso nell’arco di una ventina di minuti e senza sfiorare l’argomento della compagine di governo (neppure fissando un termine temporale dei lavori), che prudentemente non figurava neppure nell’ordine del giorno. Ma già prima, a conclusione dell’incontro a Palazzo Chigi di Conte, Di Maio e Franceschini in occasione del vertice allargato sull’immigrazione, si è diffusa la conferma della necessità di un supplemento di tempo.

Tra i vari nodi non ancora sciolti, al di là dello sfoltimento delle candidature M5S, è il bilanciamento tra Pd e M5S delle deleghe al Mise, relative all’energia e alle telecomunicazioni (che comprende anche Rai e tv). Si tratta di deleghe pesanti e strategiche per entrambi gli schieramenti. Il Movimento punterebbe a rivendicare una delle due posizioni, forti della delega all’editoria su cui non ci sono soverchi problemi nell’assegnazione al Pd (con il nome di Andrea Martella, ora più gettonato rispetto a Walter Verini, sempre in pista). Il Pd rivendicherebbe invece entrambe le deleghe, energia e tlc, forti del fatto che il Movimento esprime comunque il ministro. Oltre alla disputa sui nomi e sulle assegnazioni non si esclude che il bilanciamento possa essere ricercato anche attraverso impegni stringenti sul merito delle questioni. La trattativa insomma continua.

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