Nominati i sottosegretari. A Martella (Pd) l’editoria, ma c’è maretta sulle deleghe tlc ed energia

Dopo una notte di estenuanti trattative, grazie all’accelerazione imposta con grande determinazione dal premier Conte per il completamento della squadra di governo, questa mattina il consiglio dei ministri è riuscito a chiudere il delicato capitolo delle nomine di viceministro e sottosegretario. Un obiettivo che alla luce delle pesanti bordate delle opposizioni – in particolare di Salvini – all’esecutivo Conte bis, tacciato di essere un poltronificio per il prolungarsi del confronto tra le forze della maggioranza (Pd e M5S) e le diatribe interne ai partiti, Cinquestelle in testa, era diventato di assoluta priorità, insieme alla ferma volontà di Conte di rendere pienamente operativo il suo governo.

La deadline posta per la mattinata di oggi è stata rispettata e la cerimonia del giuramento per la nuova squadra dei viceministri e dei sottosegretari si terrà lunedì prossimo. E sempre a lunedì si collocherebbe la nuova linea di confine auspicata da Conte per la chiusura delle partite rimaste aperte per l’attribuzione delle deleghe, su cui a poche ore dalla nomina dei sottosegretari pare essere ripreso il dibattito tra M5S e Pd. Entro la settimana quindi si potrebbe chiudere anche questo ultimo capitolo che vede in campo soprattutto le pesanti e delicate deleghe al Mise per energia e tlc, su cui sembra esserci maretta.

Martella e Manzella

A dispetto di quello che appariva essere solo a fine mattinata un accordo politico raggiunto: al viceministro Buffagni del M5S la delega all’energia, al sottosegretario Manzella del Pd quella per le telecomunicazioni (che comprende anche Rai e tv). Il M5S non avrebbe però rinunciato a mettere cappello anche sulla delega delle tlc, anche a costo di trovare una composizione passando attraverso lo spacchettamento della delega all’energia (mercato e infrastrutture, e rinnovabili). Ma le posizioni del Pd restano al momento ferme all’accordo politico stretto precedentemente, attribuendo a questioni interne ai Pentastellati l’agitazione in atto. Conte comunque è stato chiaro: subito dopo il giuramento il governo deve essere pienamente operativo e capace di aggredire i dossier aperti a cominciare dalla manovra. I tempi sono dunque stretti.

Tornando ai sottosegretari il pacchetto comprende 42 nomine, di cui 21 in carico al M5S, 18 al Pd, 2 a Leu e 1 al Maie. Il bilancio, come sempre in una valutazione a caldo, lascia tutti ufficialmente soddisfatti, ma allo stesso tempo molti insoddisfatti, come la ripresa di un confronto per le deleghe del Mise conferma.

Per quanto riguarda gli equilibri interni, in casa dem Franceschini e Renzi hanno lavorato bene, mentre il segretario Zingaretti  porta a casa il bottino per così dire più snello, almeno fino a quando non si saranno definitivamente chiarite le deleghe al Mise, con il suo uomo di fiducia, Gian Paolo Manzella allo Sviluppo economico appunto. Con il ruolo di sottosegretario, ma con l’accordo politico per l’importante delega in capo a lui delle telecomunicazioni. Bene Leu, che porta a casa due sottosegretari (Cecilia Guerra all’Economia e Peppe De Cristofaro al Miur), inatteso il posto di sottosegretario al Maie (Ricardo Antonio Merlo agli Esteri).

Per quanto riguarda l’editoria è il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Andrea Martella ad avere tale delega (che figura già nel comunicato ufficiale di P.Chigi).  Il Pd in tal modo potrebbe vantare due posizioni molto importanti nel settore: quella dell’editoria che si affianca alle telecomunicazioni.  Una conferma della discontinuità posta come base per la nuova maggioranza, visto che Manzella e Martella prenderebbero il posto rispettivamente di Di Maio (che aveva mantenuto la delega tlc per sè) e Vito Crimi.  Manzella, 54 anni, fedelissimo di Zingaretti, è l’attuale assessore in Regione Lazio allo Sviluppo economico, con una vasta esperienza nei campi soprattutto dell’energia e della Pa. Martella, veneziano classe 1968, è invece l’attuale coordinatore della segreteria Zingaretti, uomo molto vicino ad Andrea Orlando e vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.

ECCO TUTTI I  SOTTOSEGRETARI

Sono 42 i nuovi sottosegretari e vice ministri varati in Consiglio dei ministri. Supremazia M5S, che porta a casa 21 sottosegretari e 6 vice, più di quelli di cui si era ipotizzato in questi giorni. Il Pd ne ottiene 18 più 4 vice, mentre Leu 2 e le Autonomie del Maie solo 1, senza vice ministri. Il giuramento è previsto per lunedì.

Programmazione economica e investimenti
Mario Turco (M5s)

Editoria
Andrea Martella (Pd)

Rapporti Parlamento
Simona Malpezzi (Pd)
Gianluca Castaldi (M5s)

Affari europei
Laura Agea (M5s)

Esteri
Marina Sereni vice ministra (Pd)
Emanuela Del Re vice ministra (M5s)
Ivan Scalfarotto (Pd)
Manlio Di Stefano (M5s)
Ricardo Merlo (Maie)

Interno
Vito Crimi vice ministro (M5s)
Matteo Mauri vice ministro (Pd)
Achille Variati (Pd)
Carlo Sibilia (M5s)

Giustizia
Vittorio Ferraresi (M5s)
Andrea Giorgis (Pd)

Difesa
Angelo Tofalo (M5s)
Giulio Calvisi (Pd)

Economia
Antonio Misiani (Pd) vice ministro
Laura Castelli (M5s) vice ministra
Pierpaolo Baretta (Pd)
Alessio Villarosa (M5s)
Cecilia Guerra (LeU)

Mise
Stefano Buffagni (M5s) vice ministro
Alessandra Todde (M5s)
Gianpaolo Manzella (Pd)
Mirella Liuzzi (M5s)
Alessia Morani (Pd)

Politiche Agricole
Giuseppe Labate (M5s)

Ambiente
Roberto Morassut (Pd)

Infrastrutture
Giancarlo Cancelleri (M5s) viceministro
Roberto Traversi (M5s)
Salvatore Margiotta (Pd)

Lavoro
Stanislao Di Piazza (M5s)
Francesca Puglisi (Pd)

Istruzione
Lucia Azzolina (M5s)
Anna Ascani (viceministro Pd)
Giuseppe De Cristofaro (Leu)

Cultura
Anna Laura Orrico (M5s)
Lorenza Bonaccorsi (Pd)

Salute
Pierpaolo Sileri (M5s) viceministro
Sandra Zampa (Pd) sottosegretario

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