Rai, il consigliere Rossi: Foa è presidente a tutti gli effetti, svolto ruolo di garanzia

“Spetta alla Rai nella sua autonomia operare per migliorare i meccanismi di governance
e di gestione dell’azienda definendo policy adeguate ed è per questo che stiamo mettendo a punto un’integrazione del codice etico rispetto a quello già funzionante”. Lo sottolinea all’indomani della proposta presentata in Vigilanza dal presidente Barachini e dal segretario Anzaldi sulle nuove regole per l’uso dei social da parte dei dipendenti e dei collaboratori della Rai.

Giampaolo Rossi (foto Twitter)

Di qui la domanda: la Rai terrà conto della risoluzione della Vigilanza? “Ovviamente sì. La rivoluzione dei social impatta in maniera deflagrante su una media-company come la Rai su temi non solo relativi alla comunicazione, ma anche alla libertà di espressione e individuale. Va tenuto conto, però, che il codice etico è stato scritto nel 2006 ed aggiornato nel 2013, quando ancora l’universo social non era tanto dirompente e per questo il contributo di indirizzo della Vigilanza su un tema così sensibile e attuale è
davvero fondamentale. E’ nelle prerogative della Commissione dare indirizzi alla Rai su questioni centrali del servizio pubblico e del pluralismo, sempre tenendo presente comunque che le policy aziendali
sono responsabilità dell’azienda, nel senso che la funzione istituzionale della vigilanza è di indirizzo e controllo”.

 

“Ogni volta che c’è un terremoto politico nel Paese si pensa alle ricadute nell’Azienda Rai. Per quello che mi riguarda Marcello Foa è a tutti gli effetti il presidente dell’Azienda, nominato dal Cda e dalla commissione di Vigilanza secondo la legge”. Parla così, con l’Adnkronos, il consigliere della
Rai Giampaolo Rossi, in merito all’attuale situazione in Rai e al pressing di alcune parti politiche per un cambio alla presidenza dell’Azienda. Ma Foa è un presidente di garanzia? “In questo anno di
mandato tutto il cda nel suo complesso ha svolto un ruolo di garanzia, tanto che il piano industriale, fondamentale per il futuro della Rai, è stato votato da una maggioranza trasversale”. A questo proposito,
perché il Mise non ha ancora dato il suo via libera? “Era stato fissato per i primi di settembre un tavolo Rai-Mise su questo – dice Rossi – ma la crisi di governo ha fatto rinviare l’incontro che spero si terrà a breve”.

“Ho trovato sorprendente e grave il silenzio del Cda della Rai dopo che un componente della Commissione di Vigilanza Rai ha definito la Rai un sistema marcio”. Il consigliere di Viale Mazzini Giampaolo Rossi racconta all’Adnkronos di essere dispiaciuto della mancata reazione da parte di “alcuni colleghi ma anche dei sindacati. Vorrei – dice – che si parlasse della Rai in modo più rispettoso per il ruolo di servizio pubblico che svolge. Sono rimasto colpito nel leggere una settimana fa un’intervista di un segretario della Vigilanza (Michele Anzaldi, ndr) che – ribadisceRossi – ha definito la Rai un sistema marcio. Ho chiesto, quindi, all’intero Cda di scrivere una lettera per stigmatizzare questa
affermazione gravissima ma, tranne la consigliera Coletti e il consigliere De Biasio, gli altri hanno preferito desistere”.

“Oltre ad essere rammaricato – spiega Rossi – trovo curioso che consiglieri di amministrazione che si indignano pubblicamente perché la Rai trasmette Miss Italia, non si indignino se un componente
dell’Istituzione che vigila sulla Rai definisce l’azienda di cui anche loro sono i vertici un sistema marcio. Mi sento in dovere di difendere la Rai e i suoi dipendenti che ogni giorno si impegnano nel loro lavoro e voglio riaffermare che loro non operano in un sistema marcio, ma in uno dei migliori servizi pubblici europei, come dimostra anche il recente rapporto dell’Ebu. La Rai per gli italiani – osserva il consigliere Rossi – è un po’ come la Nazionale di calcio. Così come ci sono 60 milioni di allenatori della Nazionale, ci sono 60 milioni di amministratori delegati dell’Azienda che entrano nei processi aziendali di una delle più complesse media company in Europa. Un conto sono le critiche legittime al servizio pubblico da parte dei
cittadini, che ne sono gli editori, e dei loro rappresentanti politici – evidenzia Rossi – un conto, invece, sono gli attacchi scomposti e irriguardosi nei confronti della Rai da parte di chi ricopre ruoli istituzionali”.

“Il tema degli ascolti è tecnicamente complesso tanto che viene analizzato in Rai da esperti della direzione
Marketing così come dalla direzione Palinsesti e dai responsabili di rete. Buttare un tema simile in pasto ai giornali nella forma di un tifo da stadio è completamente sbagliato”. Lo sottolinea il consigliere Rai Giampaolo Rossi all’Adnkronos a proposito del trend dell’ultimo mese e dei rumors su una possibile sostituzione della direttrice di Rai1 Teresa De Santis.

“Indubbiamente ad agosto abbiamo assistito ad un calo di ascolti di Rai1 – dice – ma contestualmente il calo di ascolti del Tg1 è stato addirittura maggiore. Per qualcuno è il calo di Rai1 ad aver trascinato in basso il Tg1, per altri il fatto che il Tg1 cali più della rete indicherebbe il contrario. Ciò significa che un’analisi puntuale e veritiera richiede un arco di tempo più lungo. Rimane un dato di fatto – scandisce Rossi – e cioè che la Rai continua a vincere con i diretti concorrenti sia nel day-time che nel prime time, segnoche il prodotto complessivo è comunque di assoluta qualità”. (AdnKronos, di Veronica Marino)

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