At&t valuta lo scorporo di DirectTV. Wsj: possibile combinazione delle risorse con il rivale Dish Network

Il colosso delle tlc Usa At&t pensa di scorporare DirectTv, il fornitore di televisione satellitare, acquistato 4 anni fa per 49 miliardi di dollari. L’operazione sarebbe un duro colpo per l’aggressiva strategia espansionistica dell’amministrazione delegato, Randall Stephenson, che ha caldeggiato l’acquisto di DirectTv e quello di Time Warner, puntando a fare della società telefonica, un colosso delle tlc e dei media.

Randall Stephenson

Negli ultimi anni At&T ha speso circa 200 miliardi di dollari per il merger & acquisition. Secondo il Wsj il colosso delle telecomunicazioni ha preso in considerazione varie opzioni, tra cui uno spin-off di DirecTV in una società quotata separata e una combinazione delle risorse di DirecTV con Dish Network, il suo rivale della tv satellitare. Secondo altri media At&t penserebbe anche alla possibilità di disfarsi di DirectTv, pagata 49 miliardi di dollari nel 2025. Il Wsj ritiene invece che At&t, alla fine, potrebbe decidere di tenersi DirecTV, nonostante le difficoltà del servizio satellitare, che sta perdendo clienti, anche se contribuisce comunque con un volume considerevole di flusso di cassa ai conti della sua società di controllo. e conti dei clienti ai suoi genitori. La vendita di DirectTv è voluta dall’activist investitor Elliott Management, che detiene una quota di 3,2 miliardi dollari in At&t. (AGI)

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Le famiglie italiane e la loro ‘nuova normalità digitale’ nel rapporto Auditel/Censis sul lockdown

Le famiglie italiane e la loro ‘nuova normalità digitale’ nel rapporto Auditel/Censis sul lockdown

Rai, per il sottosegretario Martella serve cambiare governance e sistema

Rai, per il sottosegretario Martella serve cambiare governance e sistema

Mia, boom di presenze: 8mila visite on site e online, tantissimi gli stranieri da 50 Paesi

Mia, boom di presenze: 8mila visite on site e online, tantissimi gli stranieri da 50 Paesi