Rai, De Santis, direttore Rai1: vorrei portare avanti una rete pluralista. L’assenza della Champions? Creerà seri problemi

“Mi piacerebbe portare avanti una rete pluralista in grado di rappresentare la società italiana”. A dirlo la direttrice di Rai1, Teresa De Santis, in un’intervista – la prima dalla sua nomina – pubblicata oggi sulla Stampa. “Rai1 stacca la concorrenza di parecchi punti e anche nel day time sta rimontando una gap antico con Canale5”, spiega De Santis, unica donna a capo delle reti Rai.

“La Rai deve andare incontro a una trasformazione per affrontare le nuove sfide del mercato, come già nei piani dell’ad Salini, una riforma radicale che la renda più libera e snella e dunque competitiva”, spiega la direttrice di Rai1, che sul suo operato aggiunge: “procedo per mettere insieme una rete degli italiani che vada per addizione. Se manca qualcosa aggiungo. E sfido chiunque ad accusarmi di aver tolto qualcuno per motivi politici”.

Teresa De Santis (foto Ansa)

A chi le chiede se è stata lasciata sola, De Santis replica di non essersi mai sentita in gran compagnia. Dal suo punto di vista si tratta di “una storia antica per una donna che riveste una posizione strategica”. Poi, dice di andare in guerra “a mani nude” spiegando che il maggiore competitor della sua rete “ha investito milioni su una programmazione che lo illumina sette giorni su sette, hanno nuove produzioni, nuove fiction”. Mentre lei, soprattutto, non ha la Champions “e questo – dice – mi creerà seri problemi”.

Ai retroscena politici che, all’indomani della crisi, davano il suo nome per spacciato, risponde: “Piacerebbe a qualcuno che io mi vedessi come agnello sacrificale. Sentirsi vittime è il primo passo per condiscendere alla sconfitta”, chiosando poi con una citazione di Luttazzi: “In Rai non sai mai quando ti arriverà una coltellata ma la cosa certa è che ti arriverà dal tuo migliore amico”.

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