Su Sky arriva la serie ‘1994’, Berlusconi al potere nel capitolo finale trilogia. Accorsi: oggi leader politici come frontman

I titoli di testa che precedono le puntate della serie ‘1994’, terzo e ultimo capitolo della trilogia Sky original prodotta da Wildside sugli anni che hanno cambiato il Paese, chiariscono che “la storia narrata è frutto della fantasia degli autori”. Non a caso, ha spiegato il protagonista e ideatore della trilogia Stefano Accorsi durante la conferenza stampa di presentazione, “due studi legali, uno di Sky e uno di Wildside” hanno supervisionato la delicata materia storico-politica.
Gli otto episodi della serie tv al via dal 4 ottobre alle 21.15 su Sky Atlantic e in simulcast su Sky Cinema Uno, diretti da Giuseppe Gagliardi e Claudio Noce, puntano sull’anno dell’ascesa berlusconiana al potere e della nascita della Seconda Repubblica “mettendo realtà e fantasia sullo stesso territorio”, come ha sottolineato Nicola Maccanico, Executive Vice President Programming ​Sky, attraverso un mix di storia politica,ruolo della magistratura, brama di potere, amore, sesso, amicizie e tradimenti non solo politici.
Con Silvio Berlusconi interpretato da un Paolo Pierobon magistralmente truccato, il pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro a cui dà voce e volto Antonio Gerardi, Massimo D’Alema interpretato da Vinicio Marchioni, Achille Occhetto da Roberto De Francesco.

Si evolve il personaggio di Miriam Leone (la conturbante Veronica Castello) che da soubrette riesce ad elevarsi conquistando un posto in Parlamento, come quello del Leonardo Notte di Stefano Accorsi, l’uomo ombra di Berlusconi che in questo ultimo capitolo ha il suo ufficio accanto a quello del premier, mentre il Pietro Bosco di Guido Caprino diventa il sottosegretario agli interni leghista nel nuovo governo Forza Italia-Lega.
“La serie 1994 è il compimento del percorso cominciato da Sky con ‘1992’ e proseguito con ‘1993’, tre capitoli per raccontare la fine della Prima Repubblica e l’inizio della Seconda, un cambiamento epocale che abbiamo voluto declinare nelle fasi che abbiamo chiamato Rivoluzione, Terrore e Restaurazione” ha spiegato Ludovica Rampoldi che firma il soggetto di serie e le sceneggiature con Alessandro Fabbri e Stefano Sardo.
“Abbiamo pensato a una sorta di ‘Game of Thrones’ in cui si portavano a compimento il percorso dei personaggi cominciato nei primi due capitoli. Sky ci ha detto “osate di più” e abbiamo voluto cogliere l’invito ad alzare l’asticella cambiando innanzitutto la struttura narrativa, non più corale come quella delle due stagioni precedenti ma con ogni episodio dedicato a un singolo personaggio e a un evento cruciale della scena politica, come l’invito a comparire della Procura di Milano recapitato a Berlusconi da poco premier durante il G7 a Napoli, su cui ruota il sesto episodio”.
Il nuovo capitolo parte dal redivivo Accorsi-Notte, agonizzante alla fine di ‘1993’, e qui vivo e vegeto nello studio tv del famoso dibattito tv pre-elettorale Berlusconi contro Occhetto, e via via racconta la sollevazione popolare contro il cosiddetto ‘decreto salva ladri’, e tra l’altro, la trattativa in Costa Smeralda per il rinnovo del patto di governo tra Berlusconi e Bossi in canotta. “Abbiamo puntato a romanzare la storia senza tradirla”, hanno chiarito gli sceneggiatori. (AGI)​

“Mi sembra che oggi i leader politici siano come dei frontman ed è un fenomeno cominciato con Berlusconi, ma la vera costruzione politica è quella che si gioca nelle seconde, terze file”. Lo dice Stefano Accorsi.

Gli autori in questi anni hanno costruito il racconto anche parlando con i veri protagonisti: magistrati, giornalisti (da Enrico Mentana a Paolo Mieli) e politici, da Occhetto a Berlusconi, incontrato a pranzo tra la prima e seconda stagione. “Nessuna ingerenza da parte sua – dice il produttore Lorenzo Mieli – ci ha raccontato tanti aneddoti e episodi della sua storia politica. Da lui, come dagli altri, abbiamo preso gli elementi che servivano al racconto”. (ANSA).

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