Rai, Anzaldi (Iv): dopo l’oscuramento di Renzi, ora tg rispettino pluralismo e par condicio, evitando sanzioni dell’Authority

“La ricostruzione riportata su Dagospia, secondo cui il Pd sarebbe contrariato per le presenze televisive di Matteo Renzi in Rai e in particolare sarebbe stata giudicata fuori luogo l’intervista di ieri al Tg1 (la prima dopo mesi di oscuramento), appare decisamente fuori strada e poco credibile, perché non tiene conto del necessario rispetto della legge cui sono chiamati i tg, in particolare quelli del servizio pubblico. Nessuno potrebbe mai lamentarsi se, dopo l’oscuramento totale di Renzi ad agosto nei notiziari di Tg1, Tg2 e Tg3, ora l’informazione Rai iniziasse davvero a rispettare il pluralismo e la par condicio, magari sperando di evitare le sanzioni dell’Authority. Altro che concessioni”. E’ quanto scrive su facebook il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai.

“Come confermano i dati Agcom e dell’Osservatorio di Pavia – prosegue Anzaldi – Renzi è stato sostanzialmente cancellato da Tg1, Tg2 e Tg3 nel mese di agosto, nelle settimane in cui anche grazie al suo ruolo da protagonista è cambiato il corso della legislatura. Per questo abbiamo depositato ieri all’Agcom l’esposto annunciato nei giorni scorsi. Come abbiamo scritto nell’esposto, nel mese di agosto, secondo le tabelle Agcom sui tempi di parola dei leader ed esponenti politici, Renzi è risultato addirittura non classificato al Tg1 e al Tg3 (quindi con un tempo talmente basso, sotto l’1%, da non essere neanche inserito in graduatoria) e con l’1.9% dello spazio al Tg2. Nei telegiornali Mediaset i tempi sono ben diversi, con una media del 5%. Stessa situazione per quanto riguarda i tempi complessivi di notizia e di parola, stando ai dati dell’Osservatorio di Pavia: a Renzi sono stati dedicati dai Tg Rai 9 minuti in un mese, contro 111 minuti di Salvini, 88 di Conte, 64 di Di Maio, 57 di Zingaretti. Da questi numeri appare evidente che i telegiornali del servizio pubblico abbiano dato un’informazione incompleta e squilibrata, se non addirittura falsata”.

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