Rai, Anzaldi (Iv): i programmi branded content fanno dumping? Ne discuta la vigilanza

“Su Rai2 aumentano i casi di programmi  cosiddetti branded content che si rivelano dei clamorosi flop. E’
urgente che la commissione di Vigilanza affronti al più presto questa  situazione. È corretto che la Rai, pagata con i soldi del canone dei  cittadini, ceda interi programmi agli sponsor, peraltro con il rischio di fare dumping pubblicitario e sottrarre risorse degli investitori ad altri media, ad esempio alla carta stampata oppure i siti internet,  che potrebbero offrire lo stesso servizio?”. Lo scrive su facebook il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza  Rai Michele Anzaldi.

“Grazie al canone la Rai conta su 3 canali generalisti – prosegue  Anzaldi – che rappresentano la storia della tv, ma li usa per  trasmissioni totalmente sponsorizzate con la conseguenza che gli  ascolti precipitano: è concorrenza sleale? La pubblicità non è la  prima voce di introiti per la Rai, ma è abbondantemente superata dal  canone che rappresenta i due terzi del bilancio del servizio  pubblico”.

“E’ la natura ibrida della Rai, però, a prevedere che ci sia una quota di pubblicità, peraltro vincolata da precisi tetti di affollamento  pubblicitario. Un conto, però, è fare programmi che garantiscano ampi
ascolti, pur in linea con il Contratto di servizio, per soddisfare il più ampio pubblico possibile. Altra cosa e usare i palinsesti delle tvgeneraliste per cedere intere porzioni di programmazione a trasmissione sponsorizzate, come quella di Cracco ma anche come ‘Ettore un caffè con’, in onda il venerdì sera su Rai2 e rivelatosi unaltro incredibile flop di ascolti. Per introiti ridotti, una piccola quota sul bilancio Rai (lo 0,1-0,2% circa), si svende la credibilità delle reti generaliste, i cui ascolti con le trasmissioni branded
content precipitano al picco negativo: è corretto? Chiederò in Ufficiodi presidenza che ne discuta la commissione di Vigilanza”, conclude  Anzaldi.

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