Rai, Laganà: dati di ascolto preoccupanti; palinsesti fermi da 25 anni; a Rai1 manca coraggio di cambiare (-2,4% pt)

“Anche se di solito non mi appassiona molto il tema degli ascolti come unico indicatore del lavoro fatto, i dati  pubblicati dal Messaggero sono abbastanza preoccupanti”. Lo afferma il consigliere d’amminsitrazione della Rai, Rodolfo Laganà, commentando  con l’Adnkronos i dati d’ascolto di settembre 2019 confrontati con lo stesso mese dell’anno scorso – pubblicati oggi dal Messaggero – che evidenziano una flessione per le reti Rai del 3,9% in prime time e del 2,3% nelle 24 ore. Tre le tre reti generaliste, quella che accusa di più è Rai1, con una flessione del 2,4% in prime time e dell’1,4% nelle24 ore, seguita da Rai2, che perde l’1,5% in prime time e l’1,2% nelle 24 ore, e da Rai3, che evidenzia una sostanziale tenuta, cedendo solo lo 0,3% in prime time e lo 0,1% nell’intera giornata.

Riccardo Laganà (foto
ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

“Normalmente, più degli ascolti, mi preoccupa la mancanza di  innovazione e sperimentazione o il fatto che non si dia la giusta attenzione alla ricerca di nuovi talenti interni. Detto questo, è evidente che gli ascolti patiscano il fatto che i palinsesti siano di fatto fermi da 25 anni nei loro pilastri fondamentali. E non a caso dove si è sperimentato di più il calo è inferiore, cioè su Rai3 e su Rai2. Trovo infatti meno allarmanti i dati di Rai2 proprio perché qualcosa sulla seconda rete si è cercato di sperimentare in questo anno. In questa ottica il dato più allarmante mi sembra quello di  Rai1, dove è sotto gli occhi di tutti che è mancato coraggio di  cambiare e si è invece puntato su un palinsesto che è rimasto  nell’ossatura molto simile al passato, con gli stessi volti e gli  stessi programmi. Immagino che di questa situazione si parlerà domani
in Cda e spero però che lo si faccia soffermandosi sulla qualità e  sull’innovazione più che sul solo dato d’ascolto”. (AdnKronos)

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