Il rilancio dell’Italia e il ‘metodo Milano’ al centro dell’assemblea di Assolombarda

Si è aperta con il ricordo dell’ex presidente di Confindustria e del Gruppo 24 Ore, Giorgio Squinzi, scomparso nella serata di ieri, l’Assemblea di Assolombarda, alla Scala di Milano. Forte la rappresentanza delle istituzioni, a cominciare dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, accolto da una standing ovation, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la presidente del Senato Elisabetta Casellati, il ministro dell’interno Luciana Lamorgese, della Difesa Lorenzo Guerini, dei Rapporti con il Palamento, Federico D’Incà il prefetto Renato Saccone, oltre al sindaco di Milano Giuseppe Sala.

L’intervento del presidente di Assolombarda Carlo Bonomi (Foto ANSA / MATTEO BAZZI)

“L’Italia ha una nuova occasione che fino a pochi mesi fa non esisteva, ora sta alla politica capire e mettere a frutto le nuove condizioni che si sono create”, ha detto Carlo Bonomi, presidente dell’associazione, aprendo i lavori. Nel suo intervento Bonomi ha lanciato un appello al Paese per quello che ha definito il “metodo Milano”, un modello di “leale e aperta cooperazione” che ha portato a vincere da Expo 2015 alla vittoria per le Olimpiadi invernali del 2026 e che “vorremmo esteso a tutta Italia.

“Milano è una sorta di anticipazione del futuro. Chi vuole vedere come sarà l’Italia fra dieci anni deve venire qui”, ha detto invece il sindaco Sala, che, soffermandosi proprio sul ‘modello Milano’, ha parlato della capacità della città di coniugare impresa e ricerca, di attirare investimenti esteri ma anche impegnata a realizzare “misure inclusive” dal punto di vista sociale. All’Italia, ha rimarcato, “serve una visione, un piano che dia l’idea di un Paese capace di valorizzare le sue qualità”, insomma un orizzonte di medio periodo. Da qui il suo augurio “di buon lavoro al governo”, agli imprenditori e “all’Italia”.

“E’ finita la fase dell’autosufficienza, da soli non ce la faremo, questo vale per noi ma anche per i governi”. E’ stato il monito del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “Occorre essere corresponsabili non ci può essere una parte responsabile e una non responsabile”, ha affermato, aggiungendo l’invito ad intervenire “sui nodi dello sviluppo”. “Proponiamo, visto che la Germania è in recessione, un piano infrastrutturale transnazionale europeo da mille miliardi di euro di cui 100 in dotazione all’Italia. Realizziamo quindi un piano infrastrutturale da 170 miliardi di euro che crea occupazione e sviluppo. Questa è la visione dell’industria italiana all’attenzione della politica”.

Il Governo vuole “voltare pagina” dopo anni in cui “la politica si è arruginita chiudendosi nella propria autoreferenzialità”, è stato il messaggio del consiglio Giuseppe Conte. “Il Paese ha voglia di correre: le nostre porte sono sempre aperte, affrontiamo e vinciamo le sfide tutti insieme”, ha spiegato Conte, affrontando nel dettaglio temi di attualità, come i dazi Usa, per i quali c’è una “prospettiva che rischia di far male” a manifattura e agroalimentare e “ci preoccupa”.

Giuseppe Conte
(Foto ANSA / MATTEO BAZZI)

“Il dato di disoccupazione ai livelli più bassi registrato in questi giorni non ci impedisce di osservare i problemi strutturali dell’Italia”, ha detto ancora, sottolineando che “dal 1995 al 2017 la produttività italiana è cresciuta dello 0,4% contro una media Ue dell’1,6%, a causa di grande riduzione degli interventi pubblici, che ha sollecitato l’accumulazione di capitale privato”.
Per Conte l’Italia di oggi deve affrontare una “doppia sfida”: “diventare più verde e più inclusiva senza lasciare indietro nessuno”.

Nel collage: in alto a sinistra Fabio Tamburini e Angelo Maria Perrino; Ernesto Mauri con Gianni Barbacetto; sotto a sinistra Carlo Cottarelli; a destra Giuseppe De Bellis con Marcello Zacchè

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