Rai, assemblea Cdr chiede calendarizzazione urgente riforma governance. “Legge Renzi non ha liberato l’azienda dai partiti”

L’Assemblea dei CdR e dei fiduciari della  Rai riunita ad Assisi il 2 e 3 ottobre, in una mozione approvarta
all’unanimità, “chiede al governo e alla nuova maggioranza parlamentare di calendarizzare con urgenza tutti i disegni di legge per la riforma della governance della Rai”, affermando che:  “L’esperienza di quest’anno ha dimostrato, come denunciammo allora, che la Legge Renzi non ha affatto liberato la Rai dal controllo dei partiti, ma piuttosto ne ha aggravato il controllo da parte dei
governi di turno. “È inutile discutere di Piani industriali e Piani delle news, se non si risolve la fonte di tutti i mali – prosegue il documento – la Rai Servizio Pubblico deve poter operare nel pieno della propria autonomia e indipendenza, e asservita solo al rispetto del Contratto di Servizio e agli unici legittimi editori, ovvero i cittadini. I Ddl Gentiloni e Fico, e la proposta di legge Tana De Zulueta sono basi solide di discussione, dalle quali trarre un testo unificato da portare alla rapida approvazione del Parlamento”.

Inoltre, in una seconda mozione approvata sempre all’unanimità, l’assemblea “giudica inaccettabile la situazione di stallo in cui versa l’azienda”, affermando che “la Rai ha bisogno di mettere in campo con urgenza azioni per recuperare l’inquietante ritardo sul fronte dello sviluppo web, multimediale e crossmediale. Lo smantellamento di fatto della struttura Rai Digital, che aveva garantito una efficace interlocuzione per la partenza del progetto web della TgR, è stato un errore strategico. Chiediamo una immediata convocazione di un tavolo operativo per il completamento del progetto web della TgR e per la realizzazione di un progetto unico aziendale. Allo stesso modo chiediamo con altrettanta urgenza l’avvio di un confronto con i vertici aziendali su due settori strategici della Rai:la radio e lo sport.

Al governo poi l’assembla chiede “una moratoria sui tagli all’editoria” e “una rapida approvazione di una norma sulle liti temerarie, come il ddl, già discusso in Commissione Giustizia al Senato, che vede come primo firmatario Primo Di Nicola”, in una terza mozione, approvata sempre all’unanimità dove si annuncia anche: “Saremo al fianco della Fnsi per ogni iniziativa necessaria in difesa delle centinaia di realtà editoriali che rischiano di essere messe in ginocchio”. Infine, con una ulteriore mozione approvata all’unanimità,l’assemblea “aderisce al progetto promosso dal Tg3 per la nascita di un Memoriale delle vittime delle migrazioni nel Mediterraneo e di un Museo in memoria delle vittime dell’indifferenza”. (AdnKronos)

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