Web tax, Ocse: proposta per soluzione in 2020. Effetti negativi su economia globale con azioni da singoli Paesi

L’Ocse rilancia la web tax, annunciando una proposta ad hoc che verrà presentata al G20 la prossima settimana. Mira ad “assicurare che i grandi e assai redditizi gruppi multinazionali, incluse le società digitali, paghino le tasse dovunque abbiano significativi legami diretti con i consumatori e generino i loro profitti”. Nel documento posto alla pubblica consultazione, l’Ocse propone un approccio comune per evitare che gli Stati agiscano ognuno in modo diverso dall’altro. “Il mancato raggiungimento di un accordo entro il 2020 – ha spiegato il segretario OCSE Angel Gurria – aumenterebbe notevolmente il rischio che i paesi agiscano unilateralmente, con conseguenze negative su un’economia globale già fragile. Non dobbiamo permettere che questo accada”.

Angel Gurria (Foto Ansa – EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON)

La proposta riunisce gli elementi comuni da 3 progetti avanzati da Paesi che aderiscono all’Inclusive Framerwork sul Beps (Base Erosion and Profit Shifting) in sede Ocse/G20, che riunisce 134 Paesi e mira a contrastare l’evasione fiscale internazionale da parte delle multinazionali.
L’Ocse propone di riallocare alcuni profitti e la corrispondente parte dei diritti di imposizione nei Paesi dove le multinazionali hanno mercato. In questo modo le multinazionali che hanno un’attività significativa negli Stati dove non hanno una presenza fisica verrebbero comunque tassate, attraverso la creazione di nuove regole specifiche.

“Stiamo facendo veri progressi sulle questioni in materia di tassazione che sorgono dalla digitalizzazione dell’economia e continuiamo ad avanzare verso una soluzione basata sul consenso per rivedere le regole del sistema di tassazione internazionale entro il 2020”, ha commentato ancora Gurria.

I commenti alla proposta
Amazon: “Amazon accoglie con favore la pubblicazione di queste proposte da parte dell’Ocse, che rappresentano un importante passo avanti”. “Continuiamo a sostenere attivamente e contribuiamo al lavoro dell’Ocse per raggiungere una soluzione basata sul consenso”, ha commentato ancora il colosso dell’eCommerce, sottolineando che “raggiungere un ampio accordo internazionale sulle modifiche ai principi fiscali internazionali fondamentali è cruciale per limitare il rischio di doppia tassazione e misure unilaterali distorsive e creare un ambiente che favorisca la crescita del commercio globale, che è vitale per i milioni di clienti e venditori che Amazon supporta nel mondo”.

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