Usa 2020, Warren contro Facebook a colpi di fake news: senza verifiche a spot politici, largo a bugie

Continua la battaglia della senatrice democratica Elizabeth Warren contro Facebook. La candidata, in corsa tra i dem per la nomination alla Casa Bianca – da tempo impegnata contro i big tecnologici, di cui vorrebbe lo smembramento così da ridurne la forza e l’influenza -,  ha voluto contestare le linee scelte da Facebook sulla pubblicità politica, che non sono sottoposte a verifiche. Con una fake news.

La Warren ha acquistato uno spazio pubblicitario sul social con un messaggio ‘shock’: Mark Zuckerberg ha appena dato il suo sostegno a Donald Trump. Per poi spiegare: “Siete probabilmente scioccati e vi state chiedendo come sia possibile. Non è vero”.

“Quello che Zuckerberg ha fatto è dare a Donald Trump carta bianca per le sue bugie sulla piattaforma e far incassare soldi a Facebook per promuovere queste bugie con gli elettori americani”, ha continuato ad attaccare la senatrice, che per le sue posizioni è stata anche attaccata direttamente da Zuckerberg.

La vicenda segue di qualche giorno il caso esploso dopo che alcuni spot per la campagna di Trump che via social avevano accusato l’ex vice presidente Joe Biden di aver promesso 1 miliardo di dollari all’Ucraina per il licenziamento di uno dei suoi procuratori generali. Informazione smentita dalla campagna di Biden, che ne ha chiesto senza successo la rimozione da Facebook e da Twitter.

“Se la senatrice Warren vuole dire cose che sa di essere false, riteniamo che Facebook non sia nella posizione di fare censura”, la replica di un portavoce di Facebook. Una linea che ribadisce quanto detto da Nick Clegg, ex vice premier britannico e ora a capo della comunicazione globale di Manlo Park presentando le linee del social in vista delle elezioni Usa: “Non crediamo sia per noi un ruolo appropriato fare da arbitro nel dibattito politico, non vogliamo impedire che il discorso di un politico raggiunga il suo elettorato e sia oggetto di dibattito pubblico”.

Nonostante le polemiche, Facebook continua a essere uno dei mezzi chiave per le campagne elettorali. Secondo il New York Times i 19 candidati dem per la Casa Bianca hanno speso quest’anno quasi 32 milioni di dollari in spot sulla piattaforma, una somma superiore a quella pagata per le pubblicità televisive. Secondo le stime la stessa senatrice Warren avrebbe investito negli ultimi sette giorni 172 mila dollari sul social.

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