Property Rights Index: Italia ancora indietro nell’indice che misura la capacità di difendere i diritti di proprietà

Considerati tra gli indicatori più rilevanti del benessere economico e della stabilità politica, nel nostro Paese, i diritti di proprietà sono o misconosciuti o maltrattati.
Stando all’International Property Rights Index 2019 (l’Indice Internazionale sulla tutela dei Diritti di Proprietà) presentato ieri a Manila, l’Italia si attesta al 46esimo posto tra 129 paesi che rappresentano il 98% del Pil mondiale. Realizzato dalla Property Rights Alliance, la coalizione internazionale di 118 istituti di ricerca operanti in 72 nazioni di cui fa parte per l’Italia il think tank Competere.eu.

Lo studio ha accertato che l’Italia è molto indietro a differenza di paesi come Finlandia, Svizzera, Nuova Zelanda, Singapore e Australia che guidano la classifica. La valutazione è stata fatta secondo tre voci principali: sistema politico e giuridico, tutela dei diritti fisici e tutela dei diritti intellettuali. Il nostro Paese risulta altamente insufficiente per quanto riguarda la stabilità politica e l’efficienza e l’efficacia della giustizia civile, oltre agli alti livelli di corruzione percepiti.

Il made in Italy è penalizzato dalla concorrenza sleale delle contraffazioni made in Cina e Hong Kong: nel solo 2016 la perdita subita dalle aziende italiane si aggirava attorno ai 24 miliardi di euro, pari al 3,2% delle esportazioni e l’apertura di una nuova ‘Via della Seta’ potrebbe acuire questo fenomeno, facendo dell’Italia un punto di transito verso l’Europa per nuove merci contraffatte e danneggiando le imprese nostrane.

“E’ fondamentale che la difesa della proprietà intellettuale diventi una priorità per il Governo “, dice Roberto Race, segretario generale di Computere.eu, il think tank indipendente nato per elaborare e implementare politiche per l’innovazione e lo sviluppo sostenibile. “La politica e il sistema giudiziario oggi non favoriscono la tutela e mettono in difficoltà le imprese e a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro. L’indice è uno strumento importante per governi e policy maker perché dimostra la relazione che esiste tra tutela della proprietà, innovazione e crescita economica. I Paesi che crescono di più sono, infatti, primi in innovazione. Se vogliamo tornare a crescere dobbiamo intervenire in maniera più determinata per favorire e tutelare imprese e marchi dal fenomeno della contraffazione”.

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