Grafici/Editoriali: Slc Cgil e Uilcom Uil indicono per il 25 ottobre uno sciopero di 8 ore per il contratto

Per venerdì 25 ottobre, Slc Cgil e Uilcom Uil hanno indetto lo sciopero nazionale di 8 ore per l’intero turno delle lavoratrici e dei lavoratori del settore Grafici/Editoriali. Nel corso della protesta ci sarà un presidio a Milano, di fronte la sede di Assografici  in Piazza Castello.
Lo sciopero, a cui non ha aderito la Fistel Cisl, è organizzato per sollecitare una soluzione alla vertenza per il contratto nazionale, scaduto il 31 dicembre 2015, della categoria che comprende circa 80mila addetti.

“E’ una vertenza complicata”, afferma Giulia Guida, segretaria nazionale della Slc Cgil responsabile dell’area Industria e artigianato. “Ad aprile abbiamo cercato di dare un’accelerata ma la controparte si è presentata con controproposte che non si potevano accettare, abbassando di fatto una parte della retribuzione consolidata per trasformarla in welfare”. “ Il nostro comparto”, spiega, “non ha la 14esima e per compensarla almeno in parte la 13esima erogata a dicembre viene calcolata non su 173 ore, ma su 200. Qualche anno fa, per favorire le assunzioni, era stato concordato che i nuovi assunti avrebbero percepito una 13esima calcolata su 173 ore con l’impegno di equipararli dopo cinque anni ai più anziani. Ebbene ora l’Assografici ha chiesto di trasformare per tutti quelle 27 ore in più in welfare, buoni vari insomma. E’ vero che in questo modo ne beneficia la fiscalità anche per le aziende, ma in soldoni si sta agendo su una parte del salario consolidato, su cui i lavoratori hanno una certezza”.

Giulia Guida

Una questione, quella della 13ma, su cui Slc Cgil e Uilcom Uil hanno preso una forte posizione.
“Un altro punto delicato”, aggiunge Giulia Guida, “riguarda la richiesta di Assografici di modificare strutturalmente l’attuale sistema degli orari di lavoro senza definire dei corrispettivi trattamenti economici. Inoltre, non soddisfa neppure la proposta degli adeguamenti retributivi – 55 euro di
aumento al mese più 210 euro di una tantum – con in più la pretesa di far data del rinnovo a partire
dalla sua firma. In questo modo si vuol far saltare una tornata contrattuale. Dalla primavera abbiamo avviato una massiccia campagna di assemblee da cui è emersa evidente l’insoddisfazione dei lavoratori”.

Secondo la dirigente sindacale lasciare insoluta così per tanto tempo la vertenza contrattuale “senza chiuderla in tempi normali serve solo a irrigidire le posizioni”. “Partendo dalla nuova organizzazione del lavoro imposta dalle tecnologie”, dice Guida, “bisognerebbe parlare di griglie professionali, di formazione e di riqualificazione, invece si continua a proporre ricette che abbassino il costo del lavoro, come se peggiorare le condizioni dei lavoratori risollevasse il settore e non influisse negativamente anche sulla situazione economica generale”.

“Infine”, conclude la segretaria nazionale della Slc Cgil, “il mancato rinnovo non facilita una discussione seria su un settore che, se nell’editoria libraria non è stato ancora fortemente toccato dalla rivoluzione digitale, per quanto riguarda i periodici e il commerciale da tempo deve affrontare una pesante crisi. Un
confronto in cui è necessario coinvolgere il governo perchè intervenga avviando politiche per il rilancio dell’intero settore”.

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