Zuckerberg difende le scelte di Facebook su spot politici: la gente non vuole che società tech decidano cosa è vero al 100%

“La gente è preoccupata, io sono profondamente preoccupato dall’erosione di fiducia” online, ma “allo stesso tempo ritengo che la gente non voglia vivere in un mondo dove si può postare solo quello che le società tecnologiche decidono che è vero al 100%”. Lo afferma Mark Zuckerberg, in un intervento alla Georgetown University, nel quale ha difeso la decisione di Facebook di accettare messaggi pubblicitari politici senza sottoporli al fact checking. Con il rischio che possano presentare e diffondere anche contenuti falsi.

Mark Zuckerberg (Foto Ansa – EPA/SHAWN THEW)

La decisione del social ha spaccato il pubblico americano, incontrando soprattutto l’opposizione della senatrice Elizabeth Warren, in corsa per la nomination dem per le prossime presidenziali. Proprio Warren ha acquistato nei giorni un’inserzione sul social nella quale affermava che Zuckerberg sosteneva Donald Trump, per poi spiegare che non era vero e che era solo per dimostrare l’inefficacia della politica di Facebook.

“Le persone non devono più fare affidamento sui guardiano tradizionali”, ha detto ancora Zuckerberg. “Credo che l’aspetto più grande sia quanto queste piattaforme  hanno decentralizzato il potere, mettendolo direttamente nelle mani delle persone”.

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