Cambio al vertice al Circolo dei lettori di Torino, via a nuovo bando

“Auguro al mio successore le stesse soddisfazioni e le stesse gioie che ho maturato io in questi cinque anni. La Fondazione Circolo dei lettori, che ho scelto di lasciare consapevolmente seppur con dispiacere, è una fantastica fucina di idee e progetti: spero con tutto il cuore possa arrivare qualcuno carico della stessa energia ed entusiasmo con cui arrivai io cinque anni fa”.


Con queste parole Maurizia Rebola, attuale Direttore del Circolo dei lettori, lascia formalmente quella singolare “officina di storie” che è il Circolo dei lettori di Torino e preannuncia la pubblicazione di un bando utile alla ricerca di una nuova figura con le caratteristiche adatte che possa prendere il suo posto.
Il Circolo, tra i più riusciti e fortunati esperimenti culturali a Torino, dal 2006 annidato nel barocco piemontese del nobilissimo Palazzo Graneri della Roccia, nacque per volontà di Regione Piemonte con o scopo di produrre e diffondere cultura. È un posto accogliente e inclusivo che riesce a proporre circa 150 eventi al mese e agisce attraverso l’ideazione e l’organizzazione di incontri, reading, dibattiti, manifestazioni, concerti e rassegne culturali, mettendo al centro il libro per esplorare i linguaggi della contemporaneità.

Al Circolo si può trovare di tutto: dai laboratori rivolti ai bambini, ai percorsi che mescolano narrazione, musica e video pensati per i teen ager e i ventenni, fino alle iniziative per i cosiddetti “lettori forti”, con incontri con gli autori, presentazioni in anteprima, gruppi di lettura. Negli anni ci sono passati alcuni tra i protagonisti della cultura internazionale: Jonathan Franzen, David Grossman, José Saramago, Daniel Pennac, Jonathan Safran Foer, Kazuo Ishiguro, Alicia Giménez Bartlett, Salman Rushdie, Ian McEwan, Naomi Klein, Niccolò Ammaniti, Margaret Mazzantini, Amélie Nothomb, Jonathan Coe, Simonetta Agnello Hornby, Orhan Pamuk, Amos Gitai, Michel Houellebecq, per citare solo alcuni.
È molto amato dai torinesi, che ci vanno sia per incontrare gli autori che quasi ogni giorno vi sono ospitati, sia per partecipare alle iniziative che vi si svolgono (gli eventi organizzati sono aperti al pubblico e gratuiti), ma anche per passare del tempo leggendo, scrivendo, ascoltando musica nelle sale di cui il Circolo dispone. O per pranzare alla “Tampa” (in piemontese, la “taverna”, il “buco”), nato come ritrovo bohemienne del Circolo degli Artisti (a inizio secolo avevano la propria sede a Palazzo Graneri), soliti radunarsi in questo luogo che Bartolomeo Gallo descrive come la nota piccante e caratteristica nella vita di quel luogo.

Ma il Palazzo Graneri stesso è un monumento al Settecento piemontese: la sua costrizione inizia nel 1683, per volere del figlio cadetto (Marco Antonio) della famiglia Graneri, dedita al commercio di materiali ferrosi, e premiata per la sua fedeltà a Casa Savoia con l’attribuzione di un titolo nobiliare. Sono gli anni della guerra contro la Francia e la costruzione richiede quasi dieci anni, ma il risultato è spettacolare: la decorazione delle Sale, ispirata alle più grandi opere del periodo, la loro ampiezza e la qualità dei materiali fanno di Palazzo Graneri uno dei più prestigiosi edifici nobiliari torinesi. In particolare, il Salone Centrale, al piano nobile, con la sua decorazione plastica datata 1781, è un gioiello dell’architettura barocca e per via delle sue misure imponenti, dodici metri d’altezza per centocinquanta metri quadrati, evoca la maestosità del Salone di Diana della Reggia di Venaria. È proprio nella Sala d’Onore che la sera del 7 settembre 1706, che Duca Vittorio Amedeo II e la sua Corte convengono per festeggiare la vittoria dei Piemontesi sulle truppe francesi assedianti.  Inizia così il Grande Settecento Piemontese.

 

 

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