Rai, Patuanelli (Mise): sviluppo dell’offerta digitale punto qualificante del Piano industriale

“Dalla valutazione complessiva del Piano industriale emerge un’attenzione particolare della Rai allo sviluppo dell’offerta digitale. Il Contratto di Servizio intende rispondere all’esigenza di estendere il perimetro della missione di servizio pubblico affidata alla Rai, con il passaggio da un’azienda radiofonica e televisiva ad una media company che punti fortemente sul digitale e sulle nuove tecnologie. Si tratta di un compito di grande rilievo, anche in considerazione del fatto che il nostro Paese presenta dei ritardi nello sviluppo in tali ambiti rispetto ai principali competitor europei”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, nel corso di una audizione in Commissione parlamentare di vigilanza Rai sul piano industriale dell’azienda di Viale Mazzini.

Stefano Patuanelli (Foto
ANSA/FABIO FRUSTACI)

Per il ministro c’è dunque “la missione cruciale di favorire l’alfabetizzazione digitale del Paese e incentivare l’utilizzo delle tecnologie digitali a tutti i livelli con un’attenzione particolare alle tecnologie emergenti”. “Il piano, più in particolare, vuole rafforzare la capacità della Rai di essere rilevante nelle abitudini mediatiche degli italiani, attraverso lo sviluppo di una strategia multipiattaforma focalizzata sulla distribuzione dei contenuti verso le diverse tipologie di pubblico, nonché sulla digitalizzazione dei propri contenuti editoriali.

“In questa direzione – ha proseguito Patuanelli – penso sia fondamentale l’opera di digitalizzazione delle Teche Rai che rappresentano un tesoro in termini storici, attraverso la loro capacità di raccontare in profondità i cambiamenti del Paese. Ritengo, altresì, che uno dei principali compiti della Rai debba essere di raccontare il nostro Paese che cambia attraverso il digitale”.

“Nel programma di governo ci siamo ripromessi di realizzare un nuovo sistema di governance per la Rai”, ha continuato Patuanelli. “Nei due rami del Parlamento sono state presentate proposte di legge che vanno in questa direzione e che guardiamo con molto interesse nel loro iter parlamentare. Ritengo che l’attuazione del Piano news da parte di RAI possa essere una delle occasioni per anticipare, ove possibile, le linee ispiratrici della riforma in cantiere attraverso la garanzia del pluralismo ed un’attenzione rivolta ai cittadini e ai propri bisogni piuttosto che ai partiti rappresentati in Parlamento”.

“ll piano news presentato dalla Rai si propone l’obiettivo strategico di mantenere la Rai rilevante nella dieta informativa degli italiani ampliando l’offerta sulle piattaforme digitali, ha detto ancora. Le principali iniziative previste dal Piano sono finalizzate a ripensare da un lato l’offerta digitale e, dall’altro, a razionalizzare l’offerta informativa complessiva in ottica multipiattaforma. Uno degli obiettivi rilevanti deve riguardare la valorizzazione della presenza capillare sul territorio come elemento di attenzione verso i cittadini”. “Anche su questo importante aspetto, la componente Mise ha chiesto maggiori dettagli, con particolare riferimento alle tempistiche di attuazione del piano. È evidente che si tratti di una missione centrale per realizzare una nuova Rai. Una Rai che deve essere sempre più lontana dai partiti e sempre più vicina ai cittadini e alle loro esigenze informative. Si tratta di una sfida importante e difficile da portare avanti con l’impulso centrale del Parlamento e di questa Commissione”.

“Il Piano industriale prevede la realizzazione di una nuova infrastruttura diffusiva di televisione digitale terrestre in DVBT-2. La componente Mise della Commissione paritetica, in proposito, anche in vista delle prossime scadenze previste dalla normativa in vigore per la liberazione della banda 700, ha invitato la Rai a illustrare quanto prima le tempistiche di attuazione dei progetti previsti dal Piano, nonché a predisporre un apposito piano di comunicazione per i cittadini da attuare in collaborazione con il Ministero e gli altri operatori pubblici e privati interessati al processo di transizione”, ha detto ancora Patuanelli.

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