Querele per diffamazione contro giornalisti raddoppiate i 5 anni. Ossigeno: tasso impunità intimidazioni è 96,7%

Raddoppiano le querele per diffamazione contro i giornalisti tra il 2011 e il 2016, passando da 4.524 a 9.039, ma di queste il 70% vengono archiviate in fase di indagine preliminare, per irrilevanza penale, tenuità del fatto, fatto non previsto come reato, infondatezza, assenza di condizioni per procedere in giudizio. Si tratta di un dato particolarmente rilevante, che registra inoltre una preoccupante tendenza alla crescita. E’ questo il quadro che emerge dalle ultime rilevazioni Istat presentate oggi nel corso del convegno “Querele intimidatorie, minacce e intimidazioni” organizzato da Ossigeno per l’informazione a Palazzo Madama in occasione della Giornata mondiale Onu per stop ai crimini contro i giornalisti, che si celebra il 2 novembre. “Sono cifre inoppugnabili che confermano, con i dati sulle archiviazioni, la tendenza alla querela infondata – ha sottolineato il segretario generale di Ossigeno, Peppino Mennella -. Sono numeri che descrivono una condizione di attacco alla professione che deve far riflettere tutte le istituzioni repubblicane, in primis il parlamento e gli enti di categoria”.

Nel dettaglio le condanne definitive (per diffamazione a mezzo stampa aggravata dall’attribuzione di fatto determinato) passano dalle 182 del 2014 alle 435 del 2017; di queste le condanne definitive al carcere passano da 35 nel 2014 (di cui 6 a carico di giornaliste) a 64 (26 donne) nel 2017, mentre le condanne definitive alla pena delle multe passano da 136 (28 donne) del 2014 alle 336 (99 donne) nel 2017. Le condanne al carcere oscillano da un mese a 2 anni, la metà si colloca tra i 3 ed i 6 mesi.

“La querela è un’arma particolarmente facile, perchè non costa nulla al querelante, e anche se la denuncia viene archiviata, in attesa del pronunciamento l’obiettivo di intimidazione nei confronti del giornalista o della testata ha già ampiamente dispiegato i suoi effetti” osserva ancora Mennella.

Sulla stessa linea i dati delle rilevazioni periodiche condotte da Ossigeno, che mettono in rilievo un dato molto alto del tasso di impunità in Italia per gli autori di intimidazioni, minacce e abusi contro i giornalisti, pari al 96,7% nel 2019, in calo rispetto al 99% del periodo 2011-2017, ma in leggera ripresa nell’ultimo anno. Il tasso di impunità fornito da Ossigeno è stato calcolato sul numero dei giornalisti e blogger che hanno subito intimidazioni, minacce e abusi in Italia e per i quali l’Osservatorio ha verificato e certificato che hanno agito nel rispetto della legge e della deontologia giornalistica. Dal 2011 a oggi sono 3.365 i giornalisti minacciati e censiti da Ossigeno (3.965 dal 2006); nel solo 2019 si contano 340 intimidazioni subite e altre gravi violazioni del diritto all’informazione verso giornalisti, blogger e fotoreporter, di cui 187 certificate da Ossigeno ed altrettante ritenute “probabili”.

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