Tim presenta a Roma ‘l’operazione digitale’. Gubitosi e Arbore: un digitale per tutti, utile e fantastico

Dopo l’unità d’Italia di Garibaldi e Mazzini, l’unità digitale è la sfida che lancia Tim. La scelta di cominciare la campagna di informatizzazione da Marsala, la città da dove è partita la spedizione dei mille, non lascia dubbi su quanto sia ambizioso il progetto.
‘Operazione Risorgimento Digitale’ ha infatti un importante traguardo: insegnare le nuove tecnologie internet ad almeno un milione di persone, con tre ‘truk’ che percorreranno l’Italia, ospitando postazioni digitali, abilitate ad ogni operazione. Non è ancora trascorso un anno al vertice di Tim che l’ad Luigi Gubitosi qualifica la sua gestione con ricerca della collaborazione fra tutti gli attori del settore, come l’accordo con Vodafone per le 22 mila torri della rete di trasmissione mobile. E altre intese sono all’orizzonte per lo sviluppo del 5G, Big Data e il Cloud.
Ma l’AD di Tim aveva un sogno nel cassetto quando era già al vertice della Rai, quello di dare un forte impulso al processo di digitalizzazione del Paese, che ora avrà un impatto non solo culturale, ma anche economico, accelerando l’utilizzo e quindi l’ammortamento delle costose infrastrutture. E il patrocinio della Unione Europea e dello stesso governo, attraverso ‘La Repubblica Digitale’, dimostrano il valore strategico dell’iniziativa.

Luigi Gubitosi con Riccardo Luna

Per presentare ufficialmente il progetto è stata scelta la sala conferenze dell’Ara Pacis, il tempio dell’Imperatore Augusto, che ha visto anche la prima uscita ufficiale del neo-presidente Salvatore Rossi, seduto accanto a Renzo Arbore, scelto come un sorta di testimonial, per il suo passato televisivo e internettiano. Arbore ha sottolineato col suo tratto divertente, non solo il lato utilitaristico della Rete, ma soprattutto l’aiuto fornito alla fantasia, necessaria in qualsiasi impresa sia
economica che culturale.

Nella foto, da sinistra, Renzo Arbore, Salvatore Rossi e Luigi Gubitosi

Erano presenti al talk condotto da Riccardo Luna, che ha contribuito al progetto, anche numerosi sindaci in fascia tricolore dei comuni – fra i 10mila e 60 abitanti – delle 107 provincie inizialmente coinvolte, dove opereranno per almeno tre anni 400 formatori Tim per 20mila ore di lezione annue. “Tim va ad incontrare le persone sul territorio per insegnare a usare internet e le nuove tecnologie – ha rilevato Gubitosi – perché tutti, e soprattutto le piccole imprese, possano usufruire delle numerose opportunità che la trasformazione digitale in atto sarà sempre più in grado di offrire”.

Al centro, tra i sindaci, il ministro Paola Pisano, con Luigi Gubitosi e Renzo Arbore

Secondo il ministro dell’innovazione Paola Pisano, intervenuta a chiusura dell’evento, il progetto si inserisce in un contesto che vede l’Italia ancora indietro nelle classifiche europee per l’utilizzo dei servizi digitali – una famiglia su quattro non possiede una connessione internet – , nonostante l’elevato livello di infrastrutturazione. “Abbiamo anche una buona infrastruttura di banda larga e ultra larga – ha aggiunto – ma bisogna renderla più forte con la collaborazione anche di soggetti che sono competitor nello stesso settore, soprattutto con la sinergia pubblico e privato”.

Un concetto che sposa pienamente la rotta della ‘condivisione’ intrapresa dalla Tim di Gubitosi che sottolinea come questa iniziativa di formazione digitale sia aperta a tutti gli attori, alle Tv – la Rai ha già aderito – ai media, alle associazioni territoriali, alla polizia postale, presente oggi con il direttore del servizio poste e comunicazione, Nunzia Ciardi, che ha sottolineato l’importanza della conoscenza e della prevenzione nel nuovo ‘ecosistema’ creato da internet e al quale nessuno può sottrarsi.

Nella foto, il capo della polizia Franco Gabrielli e Nunzia Ciardi direttore comunicazione polizia postale

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