Carlo D’Asaro Biondo lascia Google

Carlo d’Asaro Biondo ha deciso di lasciare Google dove era presidente per le partnership europee, praticamente capo della diplomazia Emea del gruppo. Un lavoro che lo ha visto impegnato da dieci anni in un rapporto continuo di tensione con i regolatori europei, con gli editori sempre più arrabbiati per la concorrenza di Google sulla pubblicità e le istituzioni sul piede di guerra per il regolamento del diritto d’autore.
Una vita passata in gran parte in aereo per toccare i vari Paesi dove Google è protagonista e antagonista.

Carlo D’Asaro Biondo (Foto Ansa – EPA/GRZEGORZ MOMOT POLAND OUT)

Gli editori europei devono essere molto grati a d’Asaro Biondo per aver promosso il progetto Dni (Digital News Initiative) con cui Google finanzia le migliori proposte che vedono coniugare informazione e tecnologia in linea con la missione di Google “di organizzare l’informazione e renderla accessibile a tutti”, diceva il manager illuminista in una intervista pubblicata nel dicembre 2018.

Quella di d’Asaro sarà un’uscita lenta. Gli è stato chiesto di rimanere al suo posto fino a marzo 2020. Il tempo per passare il testimone e non creare interruzioni drammatiche di trattative complesse‎ e delicate. Poi sarà un’altra storia per Google in Europa, e per Carlo d’Asaro Biondo.

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