Fb, dipendenti contro Zuckerberg su pubblicità politica: consentire tutto è una minaccia

La decisione di Facebook di non effettuare un qualche fact checking sulle pubblicità politiche in circolo sul social continua a essere una spina nel fianco per Menlo Park. Dopo le critiche dai politici, da ultimo l’incalzante confronto tra Zuckerberg e la stella dem Alexandria Ocasio-Cortez al Congresso, il social si trova ora a fare i conti con il dissenso dei suoi dipendenti, che ieri hanno scritto una lettera aperta per dire la loro sul tema.

“Ci opponiamo con forza a questa politica” che è una “minaccia” a quello per cui Facebook si batte, si legge nella missiva – a Zuckerberg e ai vertici del social -, postata sulla rete interna del social network e di cui il New York Times ha ottenuto il testo.

Mark Zuckerberg
(Foto Ansa – EPA/MICHAEL REYNOLDS)

Secondo i dipendenti la scelta di non intervenire sui messaggi “non protegge le voci, ma consente invece ai politici di trasformare in un’arma la nostra piattaforma, prendendo di mira le persone che credono che i contenuti pubblicati da personaggi politici siano affidabili”.

Al momento sono più di 250 le firme di sostegno, una piccola parte rispetto ai 35.000 dipendenti di Facebook, ma comunque una quota che mostra la resistenza interna sulla pubblicità politica.

“La cultura di Facebook è centrata sull’essere aperti, e apprezziamo quando i dipendenti danno voce alle loro idee su un tema importante come questo”, ha commentato una portavoce dei Facebook. “Restiamo impegnati a non censurare la politica e continueremo a esplorare possibili misure per aumentare la trasparenza delle inserzioni politiche”.

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