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Disinformazione online ancora molto attiva. L’allarme Ue: ancora molto lavoro da fare

Continuano ad esserci fenomeni online “di propaganda e disinformazione automatizzate su larga scala” e c’è ancora “molto lavoro da fare in tutte le aree”. Questo l’allarme lanciato dalla commissaria Ue per l’Economia Digitale Mariya Gabriel, presentando a Bruxelles il primo rapporto annuale di autovalutazione [1] da parte delle piattaforme online Google, Microsoft, Mozilla, Twitter e di sette associazioni europee per il commercio che hanno firmato il codice di condotta contro la disinformazione.

Mariya Gabriel (Foto Ansa – EPA/STEPHANIE LECOCQ)

Dal documento emerge che restano anche differenze significative tra le azioni intraprese in tutti gli Stati membri nella cooperazione con le parti interessate e nell’approccio nei confronti delle campagne elettorali.

Si segnalano progressi sugli impegni presi e monitorati dalla Commissione da gennaio a maggio, in vista delle elezioni del Parlamento Europeo del 2019, ma nel documento si osserva pure che le piattaforme sono ancora indietro nell’attuazione delle azioni per responsabilizzare i consumatori.
Anche il conferimento dei dati e di strumenti di ricerca è ancora episodico e arbitrario e non risponde alle esigenze dei ricercatori per un controllo indipendente. Quindi, sottolinea Gabriel, “è ancora urgente la necessità che le piattaforme online stabiliscano una cooperazione significativa con una più ampia gamma di organizzazioni affidabili e indipendenti. Ci rammarichiamo che nessuna piattaforma aggiuntiva o attori aziendali del settore pubblicitario abbiano sottoscritto il Codice”.