Beppe Lopez non molla. E agita l’informazione italiana per protestare contro le lungaggini del Tribunale di Potenza

E’ una storia senza fine quella dei giornalisti del primo quotidiano nato in Lucania, che aspettano da 20 anni la sentenza per il fallimento della società editrice del giornale, pronta per la decisione da otto anni, ma che è stata rinviata dodici volte per la ‘precisazione delle conclusioni’. Una seconda sentenza che riguarda il fondatore e direttore della testata, Beppe Lopez, anch’essa pronta per la decisione, è stata rinviata dieci volte con la stessa motivazione.
La storia è stata al centro di una conferenza stampa organizzata alla Fnsi per denunciare l’attesa per avere giustizia. “Un caso eclatante, un attacco alla libertà di stampa e alla categoria dei giornalisti”, ha denunciato di Angelo Oliveto, presidente dell’Associazione della Stampa di Basilicata. E grazie ad un lavoro di comunicazione di Beppe Lopez ha trovato spazio su moltissimi siti di informazione.

“Dopo aver fondato, nel Salento, alla fine degli anni Settanta, il primo quotidiano locale moderno ” iniziativa lanciata insieme a Claudio Signorile e durata poco per Lopez , nel 1998 il giornalista decide di occuparsi della vicina Basilicata. “L’unica regione italiana senza un proprio quotidiano. Un buco nel mercato editoriale e pubblicitario”, ricorda. E così il 23 giugno arriva in edicola il primo numero de ‘La Nuova Basilicata’, con una redazione di una decina di giovani giornalisti (un terzo locali, un terzo romani, e un terzo pugliesi), un piccolo imprenditore locale che si occupava di alberghi e di un’emittente televisiva, l’Agenzia dei Giornali Locali del gruppo Espresso-Repubblica che forniva i servizi giornalisti nazionali e la Manzoni per la raccolta pubblicitaria. Un piccolo “miracolo”, ricorda Lopez, “un giornale popolare, cioè di tutti” un interlocutore libero per le istituzioni, una rivoluzione nella regione, sino ad allora priva di una propria voce”.
Dopo circa un anno, in occasione della scadenza dei primi contratti giornalistici a costi agevolati (e a retribuzione bassa), consentiti dal patto Fieg-Fnsi finalizzato ad agevolare la nascita della nuova iniziativa editoriale, si registra la rottura del rapporto “fino ad allora perfetto” tra l’editore e la redazione. “Non volendo sottoscrivere, come da accordi, la trasformazione di quei contratti provvisori e agevolati in contratti definitivi, ne pretendeva la chiusura, a cominciare da quelli sino ad allora operativi con i giornalisti più bravi e indipendenti”, dice Lopez. “Come direttore, mi opposi drasticamente: per il rispetto dei colleghi, per il bene della testata e per la salvaguardia dello stesso interesse aziendale”. Quello che accadde fu una conseguenza diretta: “licenziamento in tronco, non motivato”, ricorda.
L’ultimo numero del giornale firmato da Beppe Lopez porta la data del 27 marzo 1999. “Da allora sono stati allontanati la totalità dei giornalisti che avevano dato vita all’iniziativa, progressivamente ridimensionata e cancellata. Inevitabile il ricorso al Tribunale di Potenza dove vengono avviate due vertenze: una contro l’editore, una sul fallimento aziendale.
Oggi, a venti anni dal licenziamento, si sono accumulati rinvii e fascicoli ripetutamente inseriti in coda nel calendario delle udienze come denunciato in conferenza stampa. Lopez parla di “un vero clima di impunità. La crisi del personale nei tribunali, la mancanza dei magistrati, sono motivazioni formali. Il mio avvocato mi ha confessato di non aver mai visto una cosa del genere, in quarant’anni di attività professionale”.
La gran parte dei redattori non ha ancora avuto alcun risarcimento, né il Tfr . “La Casagit vuole le conclusioni definitive” spiega Lopez che come direttore non solo non ha visto riconosciuto il suo contratto di 10 anni , ma non ha ricevuto nemmeno gli ultimi mesi di stipendio, né i rimborsi. Anzi. “Come direttore responsabile ho dovuto affrontare una decina di cause, pagando quando c’era da pagare e difendendomi da solo.”

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Mediaset-Vivendi, giudice Milano si riserva decidere sul ricorso dei francesi

Mediaset-Vivendi, giudice Milano si riserva decidere sul ricorso dei francesi

Editoria, Martella: informazione locale presidio di democrazia

Editoria, Martella: informazione locale presidio di democrazia

I minori usano i social bypassando la legge: regole inapplicate, profilazioni false, cyberbullismo sottovalutato

I minori usano i social bypassando la legge: regole inapplicate, profilazioni false, cyberbullismo sottovalutato