Ranucci a Meloni: nostri dati attendibili. Lunedì in trasmissione faremo vedere quello che è accaduto veramente in conferenza

Un Sigfrido Ranucci tutt’altro che intimidito dalle polemiche al calor bianco suscitate dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che in una conferenza stampa a Montecitorio ha ieri contestato i dati di Report, il format di giornalismo investigativo di Rai 3. L’autore e conduttore della trasmissione che vanta venticinque anni di storia, non fa un passo indietro, non si rimangia una virgola e anzi rincara: “Premesso che trovo encomiabile  che un politico voglia far chiarezza quando vengono sollevate delle questioni da una trasmissione del servizio pubblico, quel che posso dire è che la signora Meloni può  continuare a essere orgogliosa del giornalismo di Report. Quel che ha fatto vedere in conferenza stampa non smentisce affatto quello che abbiamo affermato”. Giorgia Meloni sostiene il contrario. “Prima di tutto Meloni ha presentato analisi ottenute con un software diverso  da quello utilizzato da Report. Si sono confusi, e hanno preso come riferimento quello che abbiamo utilizzato per visualizzare i risultati. Non quello per analizzare i profili. Inoltre, particolare non trascurabile, hanno analizzato un periodo temporale diverso da quello indicato in trasmissione da Report. E’ come paragonare le mele alle pere. Non si capisce quindi quale sia la rettifica o la precisazione che esige. Fino a quando non viene dimostrato il contrario, i nostri dati rimangono  attendibili”.

La conferenza stampa su Facebook

Le avete anche denunciato  l’uso di un’espressione che fa venire i brividi. “Ci chiediamo perché abbia usato il termine ‘sostituzione etnica’ da cui persino Le Pen ha preso le distanze? Ci chiediamo e perché abbia invitato Steve Bannon che è tra i fondatori di Cambridge Analytica (società impegnata nella campagna elettorale di Trump, n.d.r.) e che ha – come è stato dimostrato – violato i profili di 50 milioni di utenti Facebook e che avrebbe, secondo le denunce di chi ha lavorato con lui, condizionato gli esiti della Brexit e le elezioni Usa. Ci chiediamo se come politica ha in mente di prendere provvedimenti contro le fake news propalate attraverso Facebook e che hanno visto 760 milioni di visualizzazioni. E’ visto che è stata anche ministro per la Gioventù, ha forse in progetto qualche iniziativa contro quei politici che veicolano dietro pagamento messaggi a dei minori  tra i 13 e i 17 anni senza alcun filtro? E’ un problema che riguarda i figli di tutti,  compresi quelli della signora  Giorgia Meloni”.

La polemica finisce qui? “Nient’affatto. Ieri c’è stata una conferenza stampa in diretta Facebook. Peccato però che il microfono che si udiva era solo quello della Meloni mentre era difficile ascoltare le contestazioni del nostro collega Giorgio Mottola. Ho visto con rammarico che alcuni giornali hanno ripreso solo la versione della Meloni, senza fare le dovute verifiche. Quello che è accaduto veramente in conferenza stampa lo faremo sentire lunedì prossimo, in trasmissione.”.

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