Snowden al Web Summit di Lisbona attacca le big tech: “guadagnano sui dati sensibili degli utenti, complici della sorveglianza di massa”

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Al Web Summit di Lisbona, la più importante conferenza tech al mondo secondo Forbes, c’era anche Edward Snowden che ha attaccato duramente le big tech accusandole di essere basate su un modello di business che abusa della raccolta dei dati sensibili degli utenti, e di essere così complici della sorveglianza di massa, come del resto già emerso dai documenti da lui rivelati ormai sei anni fa su Prism e altri strumenti di sorveglianza elettronica utilizzati dal governo USA.

Il 30% delle imprese europee ammette di non essere ancora conforme al GDPR dopo un anno e mezzo dall’entrata in vigore della nuova normativa che regola il trattamento dei dati personali. È quanto emerge da un sondaggio condotto dagli European Business Awards per Rsm, leader internazionale nei servizi di Audit, Consulting, Tax & Legal. Solo il 57% delle imprese si dichiara sicura che la propria attività rispetti le regole, e il 38% di quelle non conformi al Gdpr non riesce a comprendere quando è richiesto il consenso per conservare ed elahorare i dati.

Uber continua ad andare male registrando l’ennesimo trimestre in perdita, di 1,2 miliardi di dollari.

La Payevolution è iniziata: Amazon ha ottenuto la licenza bancaria in Lussemburgo, Facebook in Irlanda, Google in Lituania, Apple dopo il servizio pay punterà sulle Apple card, carta di credito per iPhone, che funziona su circuito MasterCard ed è realizzata in partnership con Goldman Sachs, per ora disponibile sul mercato statunitense. Lo stesso ha fatto Google con Google Pay. Facebook ha avviato in India una sperimentazione del servizio di pagamento WhatsApp Pay, sul modello cinese di We Chat Pay.

Su Youtube consigli di risparmio tra giovanissimi: spuntano decine di tutorial realizzati da ragazzi che confrontano le varie carte prepagate che si possono trovare sul mercato, facendo vedere cosa hanno nel portafogli.

Pubblicità online: Google si prepara a impedire a tutti i suoi potenziali concorrenti sulle inserzioni di avere informazioni sui domini che visitiamo. A giugno Google ha annunciato il piano per criptare il sistema Dns usato da Chrome. Codificando i dati Dns, Google impedirebbe ad altri soggetti, come le aziende che offrono servizi digitali, di tracciare gli utenti nei loro comportamenti online. Il piano per criptare il sistema Dns deriva dalla volontà di conservare il proprio potere di mercato nel settore della pubblicità online. Secondo i dati di eMarketer, Google oggi vale il 37% di tutte le inserzioni digitali e il 78% di tutte le ricerche.


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