Rai, Vigilanza approva all’unanimità l’atto di indirizzo sul piano industriale. Dal Cda dell’11 novembre forse nuove direzioni

La Commissione di Vigilanza Rai ha approvato all’unanimità l’atto di indirizzo sul piano industriale
della Rai proposto dal presidente della bicamerale Alberto Barachini.

Dopo un confronto serrato tra le forze politiche i gruppi sono riusciti a trovare un’intesa per dare il via libera ad un testo condiviso che impegna la Rai su vari fronti. Come era negli intenti
del presidente e dell’intera Vigilanza l’atto di indirizzo è stato approvato prima dell’11 novembre, data del Cda Rai che dovrebbe dare un volto alle nuove direzioni di genere nate dal piano di Salini
attraverso un pacchetto di nomine. Nomine che dovrebbero interessare anche le reti.

Fabrizio Salini

Nel nuovo testo approvato dalla Commissione non mancano le integrazioni inserite attraverso il contributo dei diversi partiti. In attesa del testo definitivo che verrà pubblicato dalla bicamerale, a quanto apprende l’Adnkronos, la nuova stesura presenta modifiche nei rilievi, negli inviti e negli impegni. Nelle
premesse – ma si tratta di un cambiamento determinato solo da esigenze di correttezza formale – non si leggerebbe più ‘la Commissione esprimeapprezzamento per lo spirito del piano industriale”, ma la
Commissione prende atto dello spirito del piano industriale della Rai.

Quanto agli inviti rivolti alla Rai, le integrazioni sarebbero molte. Ma partiamo dagli impegni. Con l’atto di indirizzo, in particolare, laVigilanza impegna il consiglio di amministrazione della Rai, con
riferimento alla Newsroom unificata nonché alla creazione di un’unica direzione di approfondimento informativo alla quale fanno capo tutti italk, a “porre in essere ogni misura opportuna ed adeguata affinché  l’accentramento delle funzioni editoriali non pregiudichi il pluralismo, a iniziare dal momento della selezione delle notizie fino a quello della presentazione delle stesse”; in relazione poi alle
nuove direzioni orizzontali, titolari di budget, e al conseguente accentramento decisionale sui contenuti, la Vigilanza impegna il Cda a”mettere in atto ogni misura atta ad impedire un appiattimento
dell’offerta televisiva secondo un’unica sensibilità; ad adottare ogni misura opportuna ed adeguata volta ad evitare che l’introduzione di nuove direzioni, in aggiunta e non in sostituzione di quelle
esistenti, possa determinare una sovrapposizione tra le diverse funzioni e un aggravamento dei costi”.

A questi impegni, a seguito del contributo delle diverse forze  politiche, se ne sarebbe aggiunto un altro. La Vigilanza impegnerebbe anche il Cda, con riferimento alle proiezioni economiche del piano relative ai ricavi pubblicitari e in considerazione del provvedimento avviato dall’Agcom (con delibera 42/19 del 7 febbraio 2019) a porre particolare attenzione al rispetto dell’obbligo previsto dall’articolo 25 comma 1 lettera S, del contratto di servizio 2018-2022. In sostanzasi tratta dell’impegno ad evitare di fare dumping pubblicitario ad  eventuale danno di privati che non sono solo le tv commerciali ma l’intero comparto dell’editoria.

E ora gli inviti. La commissione – secondo le  integrazioni aggiunte a seguito del confronto di questa mattina –  inviterebbe la Rai a spiegare come gestirà il piano operativo del canale in lingua inglese, le modalità con cui verrà organizzato e distribuito in tutto il mondo attraverso RaiCom definendo i partner
esterni coinvolti nella distribuzione nonché le risorse necessarie; a chiarire modalità di funzionamento della redazione digitale e il ruolodel cosiddetto giornalista digitale; a realizzare la piattaforma
digitale unendo Raiplay con la piattaforma di Rai Fiction e Rai Cinema (una piattaforma che diffonda contenuti originali a terzi con  particolare priorità per quelli italiani); a dare seguito alle
indicazioni del contratto di servizio per la produzione di format originali; a una maggiore valorizzazione dei centri di produzione decentrati; a valutare il decentramento delle direzioni di genere.

C’è poi un ultimo invito alla Rai, introdotto oggi, ed è il seguente:  avviare una riflessione su una maggiore internalizzazione della  produzione nell’ottica del contenimento della spesa, ponendo le basi
per un tetto alle produzioni esterne con un particolare attenzione  alle situazioni di possibile conflitto di interesse.

Come spiegano fonti della Lega in commissione, “occhio ai conflitti di interesse sul prossimo Festival di Sanremo, alla luce di quanto accaduto lo scorso anno, e più in generale su tutte le produzioni  esterne”.

La Vigilanza – secondo quanto previsto, invece, dalla  bozza di partenza – invita il Cda Rai a precisare tempi e le modalità  dell’integrazione di RaiNews24, TGR, rainews.it e televideo in un’unica testata multipiattaforma operante in una Newsroom unica; a  specificare quali siano le funzioni, il modello organizzativo e operativo del nuovo canale istituzionale e chiarire come si intende gestire la coesistenza tra Rai Parlamento, preservandone il ruolo e lefunzioni, e il nuovo canale istituzionale, nonché i tempi e le
modalità dell’integrazione di Gr Parlamento e Rai Parlamento nella Newsroom unica; a fornire (con riferimento alle proiezioni economico-finanziarie del piano) maggiori dettagli in merito alla
sostenibilità finanziaria del piano medesimo, atteso che le risorse necessarie alla realizzazione delle iniziative ivi previste appaiono rilevanti, anche tenuto conto dell’incertezza legata alla misura del
finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo con i ricavi derivanti dal canone.

La Vigilanza, stando al testo portato oggi in Commissione dal  Presidente Barachini (a seguito del confronto di ieri fra i commissari) e poi approvato oggi senza modifiche, inviterebbe anche il
Cda, secondo quanto si apprende, anche a fornire elementi informativi  sullo stato di attuazione del piano industriale e sulle criticità incontrate, anche di ordine economico e finanziario, così come a
riferire sull’attuazione di risoluzioni ed atti di indirizzo approvati dalla Commissione (è il caso, per esempio, della risoluzione sui social media approvata all’unanimità dalla commissione di Vigilanza
Rai il 9 ottobre nella quale si prevede che il Servizio Pubblico debba predisporre il proprio codice interno entro due mesi dall’approvazionedella stessa risoluzione o ancora della risoluzione approvata
all’unanimità il 27 settembre 2017 sull’adozione da parte della Rai di procedure aziendali volte a evitare possibili conflitti di interesse da parte degli agenti di spettacolo, ndr).

Insomma, le questioni portate all’attenzione del consiglio di amministrazione della Rai e dell’ad Fabrizio Salini non mancano, ma è pur vero che oggi con l’approvazione dell’atto di indirizzo il piano industriale di Salini può salpare e procedere spedito nell’attuazione concreta. (Ver/AdnKronos)

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